Il Movimento “Arts and Crafts”

Il movimento Arts and Crafts (“arti e mestieri”) è stato un movimento per la riforma delle arti applicate, una reazione  di artisti e intellettuali alla seconda rivoluzione industriale nell’Inghilterra del tardo Ottocento.

Sotto la spinta di John Ruskin, William Morris e altri rappresentanti del movimento  si sviluppò un rinnovato interesse per le arti minori (quelle decorative, del metallo, del legno e del tessuto) e per l’artigianato visto come un modo per ridare dignità al lavoro manuale, dignità svilita dalla rivoluzione industriale.

Il movimento Arts and Crafts a sua volta risentiva l’influenza dei Preraffaelliti, una corrente artistica nata nel 1848 in Inghilterra. La Corrente si sviluppò durante l’età vittoriana, periodo caratterizzato dall’affermarsi di valori borghesi come la fedeltà al Paese e la fede nel progresso. Gli aderenti alla Confraternita dei Preraffaelliti rifiutavano ogni accademismo e dichiaravano di volersi ispirare, senza però imitarne lo stile, ai pittori italiani precedenti a Raffaello che consideravano portatori di una freschezza che poi sarebbe stata contaminata dalle varie scuole successive. In particolare di quei maestri intendevano seguire l’aderenza alla natura ispiratrice di poesia. Tra gli esponenti principali della corrente vi erano Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, Ford Madox Brown, John Everett Millais, Edward Burne-Jones, John Roddam Spencer Stanhope e John William Waterhouse.

I temi trattati nelle loro opere erano la mitologia greca e romana, episodi della Bibbia, il mondo dei Cavalieri Crociati, i miti della  chanson de geste, temi nazionalisti, temi della tradizione popolare e temi riferiti alle opere di Shakespeare, Dante, Keats. Gli interessi dei Preraffaelliti non si limitavano alla pittura ma si estendevano alle arti applicate, all’arredamento, alla pittura su stoffa, alla poesia.

Nel tempo il movimento assunse toni di protesta sociale contro il materialismo della civiltà industriale e lo sfruttamento delle classi povere.

 

John Ruskin

John Ruskin (PD tramite Wikimedia Commons)

John Ruskin, sociologo, pittore, scrittore, e importante critico d’arte, era nato a Londra nel 1819, ed aveva insegnato ad Oxford tra il 1869 e il 1888. Ebbe una grande influenza nel suo paese in un primo momento nel campo dell’arte, in cui per un certo tempo fu considerato come l’autorità suprema, più tardi e sempre di più nei campi dell’economia e della morale. La sua opera principale è  Modern Painters scritta in più volumi tra il 1843 e il 1860.

Ruskin sosteneva la necessità, per l’architettura, di un ritorno al Gotico e per le arti figurative, di un ritorno agli artisti Prerinascimentali o del primo Rinascimento. Era molto impegnato nella riscoperta del mondo medievale nel quale vedeva la coincidenza di arte e artigianato e un modello di economia più sano di quello capitalista. La sua teoria generale, per la quale l’uomo e la sua arte devono essere profondamente radicati nella natura e nell’etica, fa di lui uno dei fondatori dell’ Arts and Crafts Movement .

Ruskin sosteneva che l’arte non è uno svago: non si può impararla nei ritagli di tempo, né limitarsi a perseguirla quando non si ha niente di meglio da fare. Non è un oggetto da tenere sul tavolo, né un sollievo per la noia del boudoir. Deve essere capita e intrapresa seriamente o per niente. Per migliorare la vita degli uomini deve essere data e ricevuta attraverso i loro cuori. Per Ruskin le cose belle sono utili agli uomini perché sono belle e soltanto per il piacere della loro bellezza, e non perché si possono vendere o dare in pegno o trasformare in qualsiasi altro modo in denaro. Le sue idee sull’arte lo portavano ad essere fortemente critico nei confronti del capitalismo e dell’industrializzazione dell’età vittoriana. Sosteneva che il lavoro non è un male che deve essere evitato, ma un bene da desiderare, a condizione che sia di tipo e quantità desiderabile. Non solo nelle belle arti, dove il lavoro può essere una fonte di suprema gioia, ma nelle professioni, e in molte attività artigianali. Rifiutava come falsa l’asserzione della naturale pigrizia dell’uomo, e affermava che il profitto non è l’unico o il più forte incentivo all’operare. Era convinto che una società istruita e ben ordinata potrebbe, sia per la migliore gestione dell’industria sia per l’influenza sulla produzione dei gusti più raffinati, incrementare la percentuale di lavoro conforme ad uno standard più elevato. Negava la validità assoluta ed eterna delle leggi dell’economia capitalista che sono state ricavate da una osservazione esclusiva dei gradi più bassi del mondo produttivo nel corso di un periodo di transizione.

Ruskin non era un indiscriminato nemico delle macchine. Se la macchina fosse impiegata al servizio dell’uomo, per liberarlo dalla fatica e da tutti quei lavori che sono degradanti per loro natura, se funzionasse per lui, per produrre le cose di cui necessita, poco si potrebbe dire contro di essa. Ma se è al servizio del denaro e dell’avidità, è l’uomo a diventare il suo schiavo e lacchè.

Nel 1871 fondò la  Saint George’s Company che nel 1878 prenderà il nome di  Guild of Saint Georg, una comunità di arti e mestieri che si richiamava ai valori medievali delle Gilde inglesi (Guilds) e delle corporazioni italiane del Rinascimento, con la quale voleva sfidare la logica del profitto che guidava l’industria moderna e offrire una alternativa alla produzione di massa.

Morì il 20 gennaio 1900.

 

William Morris

William Morris (PD tramite Wikimedia Commons)

Ruskin ebbe una grande influenza su quello che possiamo considerare il vero iniziatore di un movimento modernista e rivoluzionario: l’artista, scrittore, artigiano e leader socialista William Morris. Dopo aver seguito le lezioni di Ruskin a Oxford nel 1851 e letto il suo libro Stones of Venice , si convinse che quella tratteggiata da Ruskin era la via giusta da percorrere. Morris ad Oxford conobbe anche alcuni esponenti dei Preraffaelliti, in particolare Dante Gabriel Rossetti ed Edward Burne-Jones, e ben presto entrò a far parte della confraternita. Nel 1856 fondò la rivista Oxford and Cambridge Magazine alla quale collaboravano Edward Burne-Jones e altri esponenti della corrente. Durante la sua vita Morris scrisse e pubblicò poesie, romanzi e e traduzioni di testi antichi e medioevali. I suoi lavori più important sono  The Defence of Guenevere and Other Poems , The Earthly Paradise , A Dream of John Ball , The News from Nowhere , The Well at the World’s End  .

Nel 1861 fondò l’azienda  Morris, Marshall, Faulkner & Co.  con Rossetti, Burne-Jones, Madox Brown e Philipp Webb. Per tutta la vita lavorò ai progetti di questa azienda, che cambiò nome man mano che i suoi soci si avvicendavano. Praticava principalmente l’artigianato nelle sue forme più tradizionali come la pittura su vetro, su stoffa e su carta da parati insieme a lavori in metallo e tappeti. Lo stile di Morris e dei suoi soci, ispirato al medioevo, influenzò profondamente l’arte della decorazione di chiese e case nei primi anni del ventesimo secolo.

Philipp Webb - Castello a Salisbury

Philip Webb – Castello a Salisbury

Nel 1877 fondò l’associazione per la protezione degli antichi edifici dal restauro e dallo zelo dei restauratori ( Society for the Protection of Ancient Buildings  – S.p.a.b.). La società, ancora esistente a Londra, si ispirava nei suoi principi al pensiero di John

Ruskin (che ne era membro) ed in particolare alle sue opere  Le pietre di Venezia (The Stones of Venice ) e  Riguardo al gotico  (On The Nature of Gothic)  e sosteneva la necessità di conservare gli edifici di qualsiasi epoca senza alterarne in alcun modo gli elementi stilistici. Morris si attivò contro interventi di restauro di molti edifici storici, tra i quali la Basilica di San Marco a Venezia nel 1879.

Nelle arti applicate Morris criticava l’invadenza dell’industria e voleva restituire agli artigiani il rango di artisti. Aveva studiato il modo di lavorare nel medioevo e si era convinto che quello fosse l’unico modo che potesse produrre arte popolare e che non era possibile ottenere gli stessi risultati nella società presente basata sul profitto. Secondo la sua visione, l’arte avrebbe dovuto essere accessibile a tutti, e non avrebbe dovuto avere classificazioni di merito. L’arte applicata in particolare avrebbe dovuto godere della stessa dignità di cui godevano pittura e scultura.

Morris affermava che l’arte deve essere di interesse per la società contemporanea non solo nel contenuto e nel messaggio, ma anche nella materialità della produzione e dell’uso.

Nel 1888 fu tra i fondatori della  Arts and Crafts Exhibition Society  per la diffusione delle nuove idee e dei prodotti creati dagli artisti-artigiani associati attraverso periodiche esposizioni. Walter Crane ne fu presidente per i primi tre anni. Nel 1891 la presidenza fu assunta da Morris che la mantenne fino alla sua morte nel 1896.

La società era nata per dare la possibilità a progettisti e artigiani di esporre le proprie opere al pubblico per il loro valore artistico e quindi di rivendicare per l’arte decorativa e artigiana la stessa attenzione che veniva riservata alla pittura. Ignorando la distinzione artificiale tra arte e decorazione, i promotori ritenevano che la vera distinzione è fra buona e cattiva arte, fra il gusto falso e il gusto vero senza voler classificare l’arte secondo il valore commerciale o sociale.

Padiglione della Arts and Crafts Exhibition Society all'Esposizione di Torino del 1902

Padiglione della Arts and Crafts Exhibition Society all’Esposizione di Torino del 1902

Strenuo avversario della produzione in serie, Morris caldeggiava l’utilizzo di particolari tecniche e procedimenti che trovava descritti in antichi libri e che sperimentava personalmente.
Nonostante la sua avversione per la produzione in serie, e suo malgrado, può essere considerato un precursore del disegno industriale: infatti fu uno dei primi artisti a disegnare motivi decorativi destinati ad essere utilizzati nella loro opere da altri artigiani e professionisti.
Nel 1891 Morris fondò a Londra la tipografia  Kelmscott Press con lo scopo di produrre principalmente stampe di qualità e libri di design. Gli elementi decorativi delle sue opere editoriali, da lui stesso creati, si ispiravano agli incunaboli del XV secolo.

L’accurata selezione dei caratteri tipografici e la loro integrazione con le decorazioni, lo stile delle immagini, la qualità delle carte e degli inchiostri usati, resero la tipografia estremamente rinomata e la sua influenza nell’ispirazione delle altre tipografie fu notevole. Il primo libro ad essere pubblicato dalla tipografia fu un romanzo scritto dallo stesso Morris, The Story of the Glittering Plain una novella fantastica ambientata in un mondo immaginario. Morris creò pure tre nuovi caratteri tipografici chiamati Golden, Troy e Chaucer.

Morris e sua figlia May furono tra i primi socialisti marxisti inglesi e lavorarono con Eleanor Marx, figlia di Karl Marx, e con Friedrich Engels per far attecchire il movimento in Inghilterra. Nel 1883 Morris entrò a far parte della  Social Democratic Federation fondata da Henry Hyndman, ma nel 1884 se ne distaccò insieme ad una decina di altri dissidenti, tra i quali Eleanor Marx, che fondarono la  Socialist League  con la benedizione di Engels. Il  Commonweal  era la pubblicazione rivoluzionaria della Socialist League di cui Morris era l’editore ed  uno dei principali autori.

Dal 1887 la Socialist League cominciò a subire la supremazia degli anarchici e fu abbandonata da Eleanor Marx ed altri che fondarono la Bloomsbury Socialist Society.
Nel 1890 anche Morris abbandonò la Socialist League per partecipare alla fondazione della Hammersmith Socialist Society. Per questa organizzazione Morris pubblicava il periodico “The Hammersmith Socialist Record” attraverso la sua  Kelmscott Press.

Scopo della Società era la diffusione dei principi del socialismo, soprattutto attraverso lezioni, incontri e pubblicazioni. I militanti sostenevano la rivoluzione socialista internazionale e la distruzione della presente società di classe ma col passare del tempo divenne sempre più un club di discussione che una organizzazione rivoluzionaria. La sua visione del futuro era un sistema in cui il “lavoro utile e non alienante” basato su un sistema di cooperazione sarebbe diventato la norma per tutti: “la lotta dell’uomo contro l’uomo per la pura sussistenza sarà soppiantata da una armoniosa combinazione per la produzione di ricchezza comune e lo scambio di servizi comuni, senza lo spreco di manodopera o di materiale”.
Per Morris, l’arte e il socialismo erano inseparabili. ‘E’ il nostro impegno cercare di rendere questa terra un posto molto bello e felice. ‘

“the struggle of man with man for bare subsistence would be supplanted by harmonious combination for the production of common wealth and the exchange of mutual services without the waste of labour or material.”

Negli ultimi anni della sua vita continuò a scrivere articoli e a dare lezioni pubbliche in sostegno attivo della causa socialista.  Tenne la sua ultima conferenza pubblica a gennaio del 1896 sul tema “Un partito socialista”. Morì il 3 ottobre dello stesso anno.
Nel 1907, la figlia May fondò la Women’s Guild of Arts con Mary Elizabeth Turner ricamatrice collaboratrice della Arts and Crafts Exhibition Society.
May Morris curò la raccolta in 24 volumi e la pubblicazione delle opere del padre e fece costruire due case nello stile da lui amato nel villaggio di Kelmscott nel Cotswolds.

Carte da parati di William Morris

 

Walter Crane

Walter Crane (PD tramite Wikimedia Commons)

Il primo presidente della Arts and Crafts Exhibition Society fu Walter Crane (Liverpool, 15 agosto 1845 – Horsham, 14 marzo 1915). Crane era pittore, disegnatore e soprattutto illustratore di libri per bambini tra i quali Il principe ranocchio , La bella addormentata nel bosco , Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali, La lampada di Aladino, La Bella e la Bestia, La Bella addormentata e tanti altri. Crane scriveva anche saggi sull’arte, realizzava opere pittoriche, e produceva oggetti in ceramica, disegni per stoffe, carte da parati, vetrate, gioielli e altre opere dell’arte decorativa. Realizzò anche illustrazioni per la rivista anarchica americana Liberty Magazine . In qualità di portavoce della società Arts and Crafts Exhibition Society , esprimeva la sua convinzione che la vera radice e la base di tutta l’arte sta nell’artigianato. Anche lui criticava la divisione del lavoro che nelle arti applicate aveva separato il designer dall’artigiano il quale lavorava meccanicamente senza nemmeno cercare di comprendere l’intenzione dell’artista.

Illustrazione da “Il Principe ranocchio”

Crane nei suoi saggi contrapponeva il fascino della vita medievale allo squallore dei tempi moderni dominati dal mercantilismo..Tempi nei quali architettura e arte applicata in generale, erano dedicati al comfort e alla glorificazione di pochi individui o a servire gli scopi e le finalità del commercio.

L’arte gli sembrava riflettere il carattere di un’epoca nella quale il comfort personale e la proprietà privata sembravano essere i principali oggetti dell’esistenza e per di più riservati a pochi.

La sua produzione che è stata molto prolifica non ha mai avuto la minima sfumatura di mercantilismo ed è stata sempre comprensibile a tutti. Nella produzione di illustrazioni nei libri per bambini l’obiettivo immediato era quello di divertire, ma il loro fine ultimo era quello di educare. La bellezza intrinseca di quei disegni avrebbe trasmesso il seme del buon gusto e l’apprezzamento della bellezza della natura e dell’arte, tanto  necessaria per il godimento della vita, e come conseguenza naturale il miglioramento del genere umano.

Crane soggiornò a Roma nel 1870 e viaggiò nell’Italia meridionale e questa esperienza segnò un momento importante nello sviluppo della sua arte. Si immerse nello studio dei maestri del Rinascimento, mentre la bellezza del paesaggio italiano gli ispirò una serie di studi sul paesaggio, che viene annoverata tra le più belle sue produzioni. Si tratta di deliziosi acquerelli pieni di sole e di gioa di vivere.

Vasi presentati all'Esposizione d'Arte Moderna di Torino nel 1902

Vasi presentati all’Esposizione d’Arte Moderna di Torino nel 1902

Charles Robert Ashbee

Charles Robert Ashbee

Nel 1888 nasceva a Whitechapel nel East End, l’anima popolare della Londra vittoriana, la Guild and School of HandiCrafts. Il suo fondatore era Charles Robert Ashbee (17 Maggio 1863 – 23 Maggio 1942), designer e architetto proveniente da una ricca famiglia borghese. Oltre alle sue qualità professionali e artistiche, Ashbee era un fervente idealista e attivista schierato dalla parte dei più deboli e sensibile alle idee socialiste. Era fortemente attratto dall’etica del lavoro di John Ruskin e dal socialismo cooperativo di William Morris. Nemico dichiarato della produzione di massa sosteneva la necessità di liberare lo spirito umano dalla fatica meccanizzata rivalutando il lavoro creativo. Come architetto fu tra i primi a interessarsi dei problemi sociali connessi con l’abitare.

Dopo aver concluso gli studi universitari a Cambridge, Ashbee aveva aderito alla comunità di Toynbee Hall fondata a Whitechapel dal Reverendo Canon Samuel Barnett e dalla moglie Henrietta nel 1884, nell’ambito del Settlement Movement , un movimento social riformista la cui attività principale consisteva nel creare insediamenti (settlement) dove i giovani futuri leaders in vari campi potessero vivere e lavorare da volontari a stretto contatto con la povertà, nella convinzione che quell’esperienza li avrebbe aiutati a sviluppare idee e programmi sociali da realizzare nella loro attività professionale e politica. Gli insediamenti erano collegati con le università e fornivano anche servizi assistenziali ed educativi per i poveri.

La Guild of HandiCrafts , con la scuola annessa, operava in cooperativa sul modello delle corporazioni medioevali inglesi (le Gilde o Guilds) e delle corporazioni italiane del Rinascimento con una organizzazione di tipo socialista. Era specializzata in lavori in metallo, producendo gioielli e smalti, oggetti in ottone, rame e ferro battuto, vetreria e oggetti per la casa.

L’insegnamento si svolgeva in connessione con l’officina; gli artigiani che lavoravano nell’officina erano gli stessi insegnanti della scuola e gli alunni erano anche apprendisti artigiani.

Con la Guild collaboravano alcuni dei migliori artisti del tempo come Burne-Jones, Holman Hunt e Anna Alma Tadema.

 

C.R. Ashbee Collier eseguito per la Guild and School of Handicraft 1902

Nel 1898 Ashbee fondò la Essex House Press , tipografia specializzata nella produzione di libri artistici.

I libri prodotti erano illustrati dai migliori illustratori del tempo. Il capolavoro della tipografia fu The Prayer Book of King Edward VII (Libro delle Preghiere di Edoardo VII), prodotto nel 1903 per celebrare la salita al trono di Edoardo VII avvenuta nel 1901. La Guild of Handicrafts realizzò per il libro una splendida copertina in legno di rovere, ferro e pelle. Ashbee disegnò due nuovi caratteri tipografici per la Essex House Press, Endevour, ePrayer Book, entrambi basati sul Golden Type di Morris.

Nel contempo Ashbee svolgeva con successo la sua attività di architetto con la quale procurava altro lavoro alla Guild of Handicraft poiché ad essa venivano commissionate tutte le rifiniture di pregio, gli infissi, i mobili e gli accessori.

Ashbee aveva tendenze omosessuali, tuttavia nel 1897 sposò Janet Forbes, la quale, nonostante la complicata vita coniugale, divenne presto una figura di primo piano nell’organizzazione.

Nel 1898 alla Guild fu commissionata la realizzazione di mobili e oggetti in metallo disegnati da Baillie Scott per il palazzo di Darmstadt del Granduca Ernesto Luigi d’Assia. Era un ottimo affare ma dimostrava la dipendenza dai ricchi di coloro che volevano cambiare la società. Sempre nel 1898 la Guild divenne una Società a Responsabilità Limitata mantenendo tuttavia il suo carattere socialista nell’organizazione interna.

Del socialismo Ashbee dava questa definizione: Il socialismo è una fede il cui obiettivo è il miglioramento della società al quale si cerca di arrivare attraverso una più equa distribuzione della ricchezza sulla base di una produzione più collettiva e la cui ragionepoggia su principi scientifici, storici ed etici1. Affermava che la democrazia, intesa come forma di «governo del popolo, per il popolo, attraverso il popolo», come Lincoln l’ha definita, è solo un mito, sbocciato con il liberalismo del vecchio mondo, mentre sta nascendo (alla fine dell’Ottocendo) un nuovo ordine, un ordine del potere finanziario, in base al quale il nostro Stato segue le direttive del capitalismo.
La Guild of handicraft intendeva educare anche il consumatore, intanto mettendo a contatto per quanto possibile l’acquirente con il creatore degli oggetti. Il consumatore doveva acquisire una giusta comprensione dello scopo dell’Arte Industriale e non doveva tendere all’accumulo di molti oggetti inutili, ma al possesso di un paio di cose buone e utili che avessero una relazione diretta con la propria vita di uomo e che potessero contribuire a plasmare sia lui che il suo mondo.

Nel 1902 Ashbee decise di spostare la Guild e la tipografia a Chipping Campden nel Cotswolds in un ambiente rurale dove erano disponibili edifici vuoti da utilizzare per officine, scuole e abitazioni in una cornice quasi medioevale dove era possibile edificare una bella Socialist City come era nei suoi desideri.

Per un po’ gli affari prosperarono, ma dal 1905 le entrate si ridussero fortemente, la Guild dovette allontanarsi dallo stile Arts and Crafts per sopravvivere ma nel 1907 la società fu messa in liquidazione volontaria insieme alla stamperia.

Ashbee continuò a lavorare con il suo studio di architettura che lo vedeva impegnato in diverse città europee.

Su commissione del Colonello Shaw-Hellier, comandante della Royal Military School of Music, progettò la Villa San Giorgio in Taormina (oggi Ashbee Hotel 5 stelle). Taormina in quegli anni era famosa in tutta Europa e particolarmente in Inghilterra per il suo clima e la sua bellezza ed era frequentata da aristocratici e ricchi borghesi e da molti artisti in cerca di ispirazione. Nel suo soggiorno in Sicilia Ashbee visitò diverse altre località di interesse artistico, tra le quali Monreale, rimanendo colpito dall’architettura siciliana tanto che nel suo diario scriverà di non aver mai visto in nessun’altra parte del mondo una tale concentrazione di magnifici edifici come in Sicilia.Mentre si trovava in Sicilia scrisse il poemetto Conradin: a philosophical ballad ispirato alla storia di Corradino di Svevia.

Nel 1918 fu nominato consigliere civico del Mandato Britannico della Palestina, e supervisione alla tutela dei siti storici e dei monumenti in particolare di Gerusalemme.

 

Arthur Heyfate Mackmurdo

Un altro rappresentante del movimento Arts and Crafts era Arthur Heygate Mackmurdo architetto e designer. Frequentò la Scuola di Disegno di John Ruskin e accompagnò lo stesso Ruskin in un viaggio in Italia nel 1874. Si fermò a studiare a Firenze per qualche tempo rimanendo particolarmente colpito dall’architettura italiana del Rinascimento. Nello stesso anno aprì il proprio studio di architettura a Londra.

Nel 1882 creò la cooperativa di artisti artigiani Century Guild of Artists. Suoi soci erano Selwyn Image, architetto, disegnatore e poeta, Benjamin Creswik scultore, ed Herbert Horne. La Century Guild of Artists produceva design per oggetti di uso domestico come mobili, vetrate, oggetti in metallo, pittura decorativa e progettazione architettonica.
Arthur Mackmurdo è l’autore di Wren’s City Churches (1883), il cui frontespizio, da lui disegnato, è considerato un esempio basilare dell’art nouveau in quanto vi appare per la prima volta in Inghilterra il motivo della curva a “colpo di frusta” che come vedremo più avanti è un elemento fondamentale della nuova arte. Lo stesso motivo ricorre anche nei suoi disegni per mobili e altri oggetti

wren' city hurches

Arthur Mackmurdo, frontespizio di Wren’s City Churches, 1883

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Arthur Heyfate Mackmurdo, Sedia, 1883

Herbert Percy Horne

Altro importante membro della Guild of Artists era Herbert Percy Horne, poeta, architetto, tipografo e designer, storico dell’arte, editore e antiquario.

Horne visitò l’Italia nel 1889 e pubblicò un giornale illustrato dei suoi viaggi e delle sue ricerche architettoniche. Più tardi si trasferì a Firenze dove morirà nel 1916. Horne donò a Firenze la sua collezione di arte e artigianato dei secoli 14° e 15° che dopo la sua morte divenne  il Museo della Fondazione Horne nel palazzo (Palazzo Corsi) che lo stesso aveva acquistato nel 1911. Il maggior capolavoro del museo è la  tavola di Giotto del Santo Stefano

 

Philip Webb

Philip Speakman Webb (1831 – 1915) nato ad Oxford, studiò ad  Aynho nel Northamptonshire e iniziò a lavorare come architetto in Wolverhampton and Reading nel Berkshire. Nel 1856 si  trasferì  a Londra dove incontrò  William Morris con il quale iniziò a collaborare. Nel 1859 per William Morris disegnò la Red House a Bexleyheath. Realizzo svariati edifici per diversi committenti e una chiesa:  St Mary’s Church ad East Knoyle nel Wiltshire,. L’unica chiesa disegnata da Webb contiene una serie di raffinate finestre  progettate e dipinte  da Burne-Jones ed eseguite nello studio William Morris. Nel 1901 Philip Webb si ritirò in campagna e cessò di praticare. Continuò tuttavia ad avere notevole influenza nell’ambiente degli architetti artigiani.

La Red House

Philip Webb – La Red House costruita per William Morris

 

 

 

 

 

 

Fonti

John Ruskin, Modern Painters, Smith, Elder & Co., London 1873

J.A. Hobson, John Ruskin social reformer, Dana Estes & Company, Boston 1898

John Ruskin, The Stones of Venice Vol. II capitolo VI, paragrafo 16, John W. Lovell Company, New York , 1853

Oscar Lovell Triggs, Chapters in the history of the Arts and Crafts Movement pp 69-80, Bohemia guid of the Industrial Art League, Chicago 1902

Members of the Arts and Crafts Exhibition Society, Arts and Crafts Essays, Rivington Percival & Co., London1893

Walter Crane, The decorative illustration of books old and new, George Bell and Sons, London-New York 1905

Walter Crane, The prospects of Art under Socialism in The Claims of Decorative Art di Walter Crane, Lawrence and Bullen, London 1892

Charles Robert Ashbee, An endeavor towards the teaching of John Ruskin and William Morris. Being a brief account of the work, the aims, and the principles of the Guild of handicraft in East London, Edward Arnold, London 1901

Felicity Ashbee, Janet Ashbee. Love, Marriage and The Arts and Crafts Movement, Syracuse University Press, Syracuse, New York, 2002

Charles Robert Ashbee, Socialism and politics : a study in the readjustment of the values of life, Brimley, Johnson & Ince, London 1906

Fiona MacCarthy, The simple Life C.R. Ashbee in the Cotswolds, University of California Press, Los Angeles and Berkeley 1981

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