Il berretto a sonagli

Il berretto a sonagli è una commedia in due atti di Luigi Pirandello. La commedia è derivata dalle novelle “La verita’” e “Certi obblighi”. Il titolo si riferisce al berretto portato dal buffone.
La commedia venne scritta nell’agosto 1916 in lingua siciliana per l’attore Angelo Musco con il titolo “A birritta cu’ i ciancianeddi”. In questa versione fu messa in scena dalla compagnia di Musco a Roma, al Teatro Nazionale, il 27 giugno1917.
Nell’estate del1918 Pirandello terminò la versione in italiano che fu rappresentata il 15 dicembre1923 al teatro Morgana di Roma dalla compagnia di Gastone Monaldi.

 

 

Personaggi:
Beatrice Fiorica, moglie del Cavaliere
Saracena, rigattiera
Fana vecchia serva della famiglia di Beatrice
Fifì Labella, fratello di Beatrice
Assunta Labella, madre di Beatrice
Ciampa, scrivano del Cavaliere
Nina Ciampa, moglie dello scrivano ed amante del Cavaliere
Il delegato Spanò

Trama
La storia si svolge in una cittadina siciliana dell’interno. La signora Beatrice Labella in Fiorica, donna soggetta a sbalzi di umore, scopre di essere tradita dal marito, il cavalier Fiorica, e su istigazione della rigattiera Saracena, una vera megera, lo vuole denunciare al delegato Spano’. Il cavalier Fiorica tradisce la propria moglie con Nina, la giovane moglie del suo anziano scrivano Ciampa che è a conoscenza della relazione, ma la tollera purché venga salvata la sua “faccia”, la sua reputazione. Nulla può la vecchia donna di servizio Fana, che con tutte le sue forze cerca di convincere Beatrice a desistere da un gesto che avrebbe causato un grande scandalo. Fana riferisce tutto al fratello di Beatrice, Fifì La Bella, affinché anche lui provi a convincerla a non commettere pazzie.
Intanto Beatrice manda Fana a chiamare Ciampa e la Saracena a chiamare il delegato.
Il primo atto si chiude con una visita di Ciampa a casa di Beatrice. Questi cerca di convincere la donna a considerare i gravi problemi che comporterebbe una denuncia. In questo caso, per salvare il nome macchiato della famiglia Ciampa, egli sarebbe costretto a fare una pazzia e a uccidere la moglie fedifraga. Ciampa quindi invita Beatrice ad usare la ragione e a dare una giratina allo strumento:

Ciampa: Non è questo, signora mia. Vuol che gliela spieghi io, la cosa com’è? Lo strumento è scordato.
Beatrice: Lo strumento? Che strumento?
Ciampa: La corda civile, signora. Deve sapere che abbiamo tutti come tre corde d’orologio in testa. La seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile; per cui sta qua, in mezzo alla fronte. Ci mangeremmo tutti, signora mia, l’un l’altro, come tanti cani arrabbiati. Non si può. Io mi mangerei, per modo d’esempio, il signor Fifì. Non si può. E che faccio allora? Do una giratina così alla corda civile e gli vado innanzi con cera sorridente, la mano protesa: … Capisce, signora? Ma può venire il momento che le acque s’intorbidano. E allora… allora io cerco, prima, di girare qua la corda seria, per chiarire, rimettere le cose a posto, dare le mie ragioni, dire quattro e quattr’otto, senza tante storie, quello che devo. Che se poi non mi riesce in nessun modo, sferro, signora, la corda pazza, perdo la vista degli occhi e non so più quello che faccio!
Lei, signora, in questo momento, mi perdoni, deve aver girato ben bene in sé per gli affari suoi (non voglio sapere) o la corda seria o la corda pazza, che le fanno dentro un brontolio di cento calabroni! Intanto, vorrebbe parlare con me con la corda civile. Che ne segue? Ne segue che le parole che le escono di bocca sono sì della corda civile, ma vengono fuori stonate. Mi spiego? Dia ascolto a me; la chiuda.

Il delegato Spanò, che è anche amico di famiglia, giunto a casa di Beatrice, cerca di sottrarsi all’ingrato compito di accettare la denuncia che lo costringerebbe ad indagare il Cavaliere e coglierlo in flagrante. Messo alle strette, deve alla fine cedere alle insistenze di Beatrice e accetta la denuncia.
Ritorna Ciampa a casa di Beatrice portando con se la moglie per metterla a disposizione di Beatrice ma questa si rifiuta di aderire e persiste nella sua decisione.

Il secondo atto si apre dopo che la perquisizione nell’ufficio del Cavaliere ha portato all’arresto di quest’ultimo e di Nina. Il delegato Spanò, per non compromettersi con il Cavaliere, ha evitato di partecipare all’azione mandando invece sul posto un suo collega , il quale ha colto in flagrante la coppia adultera.
Per evitare lo scandalo che costringerebbe Ciampa a uccidere la moglie, la madre di Beatrice, il fratello, la serva, lo stesso Ciampa e il delegato cercano una soluzione per sbrogliare la situazione. Alla fine il delegato arriva alla risoluzione di far apparire che non c’e’ stato alcun rapporto tra il cavaliere e la giovane Nina Ciampa negando che l’arresto sia stato motivato dall’adulterio spiegandolo invece con un attacco d’ira provocato dalla perquisizione. Il Cavaliere sarebbe montato su tutte le furie oltraggiando le forze dell’ordine.
Però lo scandalo è ormai nato ed è assai difficile che la gente del posto, ormai al corrente dell’arresto, possa credere veramente alla versione di Spanò.
Al Ciampa la soluzione ora non va più bene, tutti in paese ormai sanno che porta “il berretto a sonagli”, il cappello da buffone e da becco. Così ha un’idea capace capovolgere la situazione in suo favore: per avvalorare la tesi del delegato bisognerà far credere a tutti che Beatrice sia pazza e che il tradimento del Cavaliere sia stato una sua montatura.
L’idea di Ciampa piace a tutti meno che a Beatrice che inizialmente rifiuta decisamente la proposta. Ciampa le spiega la situazione che si è creata per colpa sua e alla quale Lei deve rimediare.

Ciampa: Ma davanti a tutto il paese, lei, signora, non ha bollato con un marchio d’infamia tre persone? Uno, d’adulterio; un’altra, di sgualdrina; e me, di becco? Ah, lei vorrebbe dirlo soltanto d’aver commesso una pazzia? Non basta, signora! Deve dimostrare d’esser pazza pazza davvero da chiudere!
BEATRICE: Pazzo da chiudere sarete voi!
CIAMPA: Nossignora, Lei. Per il suo bene! E lo sappiamo tutti qua, che Lei è pazza. E ora deve saperlo tutto il paese. Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s’allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel’insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!

Le pressioni della madre e del fratello riescono infine a convincere Beatrice che sia meglio, per il bene di tutti, recitare il ruolo della pazza e farsi quindi ricoverare per qualche tempo in una casa di cura.


Il Berretto a sonagli a teatro nella stagione 2016- 2017

IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello
con Sebastiano Lo Monaco, Maria Rosaria Carli Clelia Piscitello, Gianna Giachetti, Lina Bernardi
Rosario Petix, Claudio Mazzenga, Maria Laura Caselli
regia Sebastiano Lo Monaco
Sicilia Teatro in collaborazione con Festival La Versiliana-Pietrasanta e Teatro Luigi Pirandello-Agrigento

IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello
adattamento e regia Valter Malosti
con Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangrasso, Cristina Arnone e Roberta Crivelli
produzione Teatro di Dioniso con il sostegno di Sistema Teatro Torino

IL BERRETTO A SONAGLI da Luigi Pirandello
GIANFRANCO JANNUZZO
con EMANUELA MUNI, FRANCO MIRABELLA , CARMEN DI MARZO, ALESSANDRA FERRARA, ESMERALDA CALCULLO e con GAETANO ARONICA nel ruolo di Fifì e la partecipazione ANNA MALVICA
adattamento di Francesco Bellomo, Moreno Burattini, Pino Caruso
assistente alla regia Giulio Guarino
organizzazione e produzione Roberta Valentini e Clizia Di Blasio
regia di FRANCESCO BELLOMO