La dolce vita

 

 

 

 

Anno 1960

Regia: Federico Fellini

Soggetto: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli
Sceneggiatura:Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi
Produttore: Angelo Rizzoli, Giuseppe Amato
Musiche: Nino Rota
Costumi e Scenografia: Piero Gherardi
Fotografia: Otello Martelli

 

Interpreti e Personaggi:
Marcello Mastroianni: Marcello Rubini
Anita Ekberg: Sylvia

Anouk Aimee: Maddalena

Yvonne Furneaus: Emma

Magali Noel: Fanny

Lex Barker: Robert

Alain Cuny: Enrico Steiner

Riccardo Garrone: Riccardo

Annibale Ninchi: padre di Marcello

Valeia Ciangottini: Paola

Walter Santesso: Paparazzo

Nadia Gray: Nadia

Con la partecipazione nella parte di se stessi di Leonida Repaci, Anna Salvatore, Laura Betti e Adriano Celentano.

 

Riconoscimenti:

Palma d’oro al 13º Festival di Cannes
Oscar per i costumi (Piero Gherardi) nel 1961

 

Trama

Nel film non c’è una vera e propria trama: è diviso in diversi episodi o situazioni che raccontano sette giorni della vita di un cronista di gossip romano.

Si apre con la vista di un elicottero che trasporta una statua di Cristo mentre un secondo elicottero con a bordo il giornalista Marcello Rubini, lo segue verso la sua destinazione. Il secondo elicottero viene attratto  da un gruppo di donne in bikini che prendono il sole sul tetto di un edificio. Marcello si rivolge a gesti alle ragazze per chiedere i loro numeri di telefono, ma non riesce nel suo tentativo e continua a seguire la statua fino a Piazza San Pietro.

La sera Marcello incontra Maddalena in un night club dove è andato insieme al fotoreporter Paparazzo per un servizio su una famiglia reale che vi sta mangiando. Maddalena è una bella e ricca ereditiera, costantemente alla ricerca di nuove sensazioni. I due danno un passaggio in Cadillac (di Maddalena) ad una prostituta e poi fanno l’amore nel letto di lei.
All’alba Marcello torna al suo appartamento dove scopre che la sua fidanzata, Emma, ha ingoiato delle compresse per suicidarsi ed ha perso conoscenza. L’accompagna all’ospedale dove arriva in tempo per essere salvata.

Quello stesso giorno, Marcello si reca all’aeroporto di Ciampino come tanti altri giornalisti,  per l’arrivo di Sylvia, una famosa attrice svedese-americana.
Durante la conferenza stampa di Sylvia, Marcello chiama a casa per accertarsi che Emma abbia preso le sue medicine,. Dopo che la star del cinema ha risposto alle domande dei giornalisti, il suo ragazzo Robert entra nella stanza in ritardo e ubriaco.

Marcello viene incaricato di seguire l’attrice per le vie di Roma. All’interno di San Pietro manovra per rimanere solo con lei e  finalmente raggiungere il balcone con vista sul Vaticano.

La sera in un locale frequentato da turisti, Marcello fa le sue prime avances. Sylvia continua a passeggiare per le vie di Roma seguita da Marcello che fa alcune telefonate per cercare un posto dove portarla. Ma quando Sylvia vede la fontana di Trevi vi s’immerge iniziando a danzare. Sollecitato dalla donna (Marcello come here) Marcello, che era andato in un bar a prendere del latte per un gattino randagio, entra a sua volta nella fontana, si avvicina alla donna e le dichiara il suo amore. Quando ritornano in hotel trovano il fidanzato di lei, che,molto arrabbiato, prima schiaffeggia Sylvia e in seguito affronta Marcello, stendendolo con un pugno mentre i fotografi immortalano la scena.

Il giorno dopo  Marcello incontra Enrico Steiner, un intellettuale suo amico, che lo invita a cena e gli fa ascoltare un pezzo di Bach (Toccata e fuga in Re minore) suonato con l’organo all’interno di una Chiesa.

Nel tardo pomeriggio, Marcello, il  fotografo Paparazzo ed Emma si recano alla periferia di Roma, per un servizio sulla presunta apparizione della Madonna a due bambini. Una folla enorme di fedeli, curiosi e giornalisti si raccoglie presso il sito. Ma il parroco non crede all’apparizione della Madonna.Arrivano anche troupe radiofoniche e televisive e forze dell’ordine. Una donna ha portato il suo bambino gravemente ammalato per implorare un miracolo per la sua guarigione.
La sera si scatena un acquazzone mentre i due bambini cercano di ritrovare il luogo dove avevano visto la Madonna. I bambini vengono poi allontanati per evitare che si prendano un malanno a causa dell’acquazzone. Si forma una ressa in cui la folla si contende i pezzi dell’albero vicino al quale sarebbe apparsa la Madonna. Tra la folla c’è anche Emma, che riesce a prendere un ramo, sperando in un aiuto della Vergine per avere l’esclusiva del cuore di  Marcello. La scena si chiude con l’estrema unzione del parroco al bambino ammalato che è morto, mentre Paparazzo continua a scattare fotografie.

Marcello ed Emma partecipano ad un incontro nella lussuosa casa di Steiner dove vengono introdotti in un gruppo di intellettuali che recitano poesie, suonano la chitarra, esprimono idee filosofiche. Tra di loro vi è lo scrittore, poeta e drammaturgo Leonida Repaci (interpretato da se stesso) che fa l’elogio delle donne orientali. Emma appare incantata dalla casa e dai figli di Steiner.
Sulla terrazza, Marcello confessa a Steiner la  sua ammirazione per tutto quello che lui rappresenta, ma Steiner ammette che è combattuto tra la sicurezza che una vita materialistica offre e il suo desiderio di una vita più spirituale seppure insicura. Steiner parla della necessità di amore nel mondo e teme ciò che i suoi figli possono trovarsi ad affrontare un giorno.

Il 5° giorno Marcello trascorre il pomeriggio a lavorare al suo romanzo in un ristorante sul mare dove incontra Paola, una giovane cameriera di Perugia che ascolata il cha-cha “Patricia” di Perez Prado  al juke-box e poi canticchia lo stesso motivo. Inizialmente disturbato nel suo lavoro Marcello la rimrpovera ma poi si intrattiene a chicchierare amichevolmente con lei e le fa un complimento descrivendola come un angelo nei dipinti delle chiese umbre.

In Via Veneto Marcello incontra suo padre in visita a Roma. Con Paparazzo, vanno al Cha-Cha-Cha Club dove Marcello presenta il padre a Fanny, una bella ballerina. Fanny prende in simpatia il vecchio. Marcello dice a Paparazzo che da bambino non aveva mai visto molto suo padre, che trascorreva molto tempo lontano da casa. Fanny invita il padre di Marcello nel suo appartamento, e altre due ballerine invitano i due uomini più giovani ad andare con loro. Marcello lascia gli altri quando si arriva al quartiere delle ballerine. Fanny esce dal suo appartamento, sconvolta dal fatto che il padre di Marcello ha avuto un malore.
Il padre di Marcello ha sofferto quello che sembra essere un leggero attacco cardiaco. Marcello vuole che rimanga con lui a Roma in modo che possano conoscersi l’un l’altro, ma il padre iinsiste per tornare a casa e chiama un taxi che lo porti alla stazione.

Marcello, Nico, e altri amici incontrati in Via Veneto si recano in un castello di proprietà di aristocratici fuori Roma dove è in corso una festa.  Marcello incontra nuovamente Maddalena. I due vanno ad esplorare una serie di rovine allegate al castello. Maddalena porta Marcello in una vasta sala e poi lei si sposta in un’altra; le due camere sono collegate da una cassa di risonanza. Maddalena gli chiede di sposarla; Marcello professa il suo amore per lei, evitando di risponderle alla proposta. Ma un altro uomo bacia e abbraccia Maddalena, che perde interesse per Marcello. Egli si ricongiunge al gruppo, e alla fine passa la notte con Jane, un’artista ed ereditiera americana.

Marcello ed Emma sono soli in macchina  in una strada isolata. Emma professa il suo amore incompreso e cerca di uscire dalla macchina; Marcello la supplica  di non uscire. Emma dice a Marcello che non potrà mai trovare un’altra donna che lo ami come lei. Marcello si arrabbia dicendole che non può vivere con il suo soffocante amore materno. Lui ora vuole lei, ma lei rifiuta. Lui la butta fuori dalla macchina e se ne va, lasciandola sola su una strada deserta di notte. Ore dopo, Emma sente l’auto che si avvicina mentre raccoglie fiori sul ciglio della strada. In macchina nessuno dei due dice una parola.
Marcello ed Emma sono addormentati nel letto; Marcello riceve una telefonata e si precipita nell’appartamento di Steiner dove viene a sapere che questi ha ucciso i suoi due figli e se stesso.
Dopo aver atteso con la polizia la moglie di Steiner, lui le va incontro per darle la terribile notizia, mentre uno sciame di fotografi scattano fotografie.

Marcello partecipa ad una festa  in una casa sulla spiaggia di Fregene di proprietà di Riccardo, un suo amico. Per festeggiare il suo recente divorzio da Riccardo, Nadia esegue uno spogliarello al ritmo del cha-cha di Perez Prado “Patricia”. L’ubriaco Marcello tenta di coinvolgere gli altri partecipanti alla festa in un’orgia. Tuttavia il gruppo precipita nel caos con Marcello che va gettando piume di cuscino per la stanza mentre cavalca una giovane donna che striscia su mani e ginocchia. Riccardo si presenta a casa e intima con rabbia ai festaioli di andare via.

È l’alba quando il gruppo si sposta sulla spiaggia Qui un gruppo di pescatori ha trovato una grossa Manta morta.
Paola, la cameriera adolescente, dal ristorante sul mare  chiama Marcello e gli parla da lontano, ma le sue parole si perdono nel vento soffocate dal rumore delle onde.  Lui torna a seguire i partecipanti alla festa che si allontanano. Paola saluta Marcello,  poi rimane a guardarlo con un sorriso enigmatico.

 

Recensione

Con il suo fascino neodecadente La dolce vita di Fellini è un ritratto sociologico del boom economico e consumistico degli anni ’60 in Italia che utilizza come modella una Roma visitata attraverso le pagine dei rotocalchi. In lungo e in largo attraverso questa Roma si muove il personaggio di Marcello Rubini, giornalista aspirante romanziere che non sa resistere, come vorrebbe, allo stile di vita epicureo e ai facili guadagni consentiti dal suo lavoro. Steiner è l’intellettuale puro e intransigente la cui casa Marcello considera un rifugio dalle miserie del modo ma che invece travolto dalla sua angoscia interiore e finisce con il suicidarsi dopo aver ucciso nel sonno i suoi due figli. Il personaggio di Sylvia è probabilmente una parodia della “Maggiorata fisica” tanto di moda nel cinema da cassetta degli anni 1950. Lo sequenza dello streap-tease richiama al genere cinematografico erotico in voga in quegli stessi anni  come i film di Brigitte Bardot diretti da Roger Vadim in Francia o Europa di notte di Alessandro Blasetti del 1959. La purezza è invece impersonata da Paola, la ragazzina che assomiglia ad un angioletto umbro che lavora in un ristorante del litorale romano dove Marcello si ferma per vedere di concentrarsi nella scrittura. Paola, che riappirirà nella scena finale, ascolta e canticchia “Patricia” lo stesso brano che per contrasto accompagnava lo spogliarello di Nadia.

 

Note

Subito dopo la sua prima uscita il film suscitò vivaci polemiche e divisioni tra cinefili, intellettuali, politici e religiosi. Alla prima nazionale, il 5 febbraio 1960 al cinema Capitol di Milano, il film venne accolto da una salva di fischi, alcuni invitati sputarono a Fellini e insultarono Mastroianni.

L’Osservatore romano pubblicò due articoli intitolati «La sconcia vita» e «Basta!». Il collegio dei parroci di Roma inviò al Ministro competente un telegramma per protestare contro «la grave offesa morale al carattere sacro della città di Roma» (Corriere della Sera 13 febbraio 1960). Più articolato e meno ingeneroso il giudizio di Civiltà Cattolica pubblicato nel fascicolo di marzo 1960: «Ammessa la fondamentale sincerità poetica di Fellini nel ritrarre certa sofferta vita viziosa e vuota non si esclude che il film possa essere gustato da un numero piuttosto esiguo di spettatori culturalmente ed artisticamente preparati e, dato che oggettivamente può passaare anche come film di violenta denuncia, possa anche costituire, per qualche vizioso perdigiorno ancora recuperabile, un richiamo ad un uso meno sporco e vizioso della vita»,

Ma nel campo cattolico non mancavano convinti difensori del film. Il gesuita Angelo Arpa scriveva su Paese Sera: « “La dolce vita” non permette confusioni o debolezze di giudizio. Mai il cinema ha inserito nel peccato un senspo così profondo di amarezza, di noia, di sventura e di desolazione.  Non c’è istante in cui i personaggi, così diversi e così affini, non manifestino l’interiore tortura di un’anima, e l’infinita noia della vita in cui si sono trovati ad agire e in cui sono stati travolti. È un film che, a mio parere, non può far male a nessuno e che può far bene a molti».

Pier Paolo Pasolini lo definì un film “cattolico” nel corso di un pubblico dibattito: «Federico Fellini ci ha rappresentato una società arida, presuntuosa, miserabile. Nessuno dei suoi personaggi desta, però, compassione o pietà…..  Ecco perché si può affermare che Fellini è un autore cattolico, anche sem olti non se ne sono resi conto» (Corriere della Sera, 13 febbraio 1960).

Lo scrittore Alberto Arbasino criticava in particolare quello che a lui sembrava il dileggio degli intellettuali nelle scene in casa di Steiner.

In campo politico il film veniva apprezzato dalla stampa di sinistra mentre politci di destra ne chiedevano la censura o il ritiro dalla circolazione con quattro interrogazioni in Parlamento.

 

Curiosità

Con il termine paparazzo si definiscono (a volte in modo dispregiativo) quei fotografi specializzati nel riprendere personaggi famosi in occasioni pubbliche o nella loro sfera privata, cercando in maniera spregiudicata di cogliere situazioni  particolari o compromettenti. Il termine si è diffuso grazie al film La dolce vita, nel quale appare un personaggio, che esercita questa professione ed ha il cognome Paparazzo.

Il dolcevita è un maglione dotato di un collo alto, risvoltato e aderente. L’indumento prende in nome dal film La dolce vita, il cui protagonista indossa questo tipo di maglia. Fu un capo dìabbigliamento diffusissimo negli anni 1960 soprattutto tra i giovani.

Nel film appare Adriano Celentano, all’epoca non ancora famosissimo, che canta nel corso di un party una travolgente canzone rock,  “Ready Teddy” e balla con Anita Ekberg (Sylvia).