Un gusto nuovo

A partire dall’ultimo decennio dell’Ottocento si diffondeva in Europa e negli Stati Uniti un gusto nuovo che toccava tutte le manifestazioni artistiche. Il movimento assunse nomi differenti nelle diverse aree geografiche in cui si impose: Art-Nouveau in Francia, Modern Style in Gran Bretagna, Liberty o Floreale in Italia, Jugendstil in Germania, Modernismo in Spagna, Secessionstil in Austria. Tutte definizioni che suggeriscono un senso di modernità e di giovinezza. Ed effettivamente il movimento voleva creare un linguaggio nuovo e un diverso approccio, più moderno e popolare, alla produzione e alla fruizione dell’opera d’arte. Si trattava di una tendenza a fare dell’arte un elemento fondamentale della vita quotidiana capace di trasformarla secondo i canoni di un ideale di carattere etico e culturale dando un’impronta di bellezza alla casa, alla vita, agli oggetti più familiari. Nel contempo voleva creare uno stile decorativo proprio dell’epoca nella quale si viveva rompendo con le imitazioni del passato, come il neo-classicismo, che avevano caratterizzato le precedenti epoche artistiche.

Un elemento importante fu anche il fascino del Giappone: gioielli, arredi, ceramiche, abbigliamento riproposero gli elementi decorativi della tradizione nipponica.

Il nome di Art Nouveau, il più usato, deriva da quello di un negozio aperto a Parigi nel Dicembre 1895 dall’industriale amburghese Siegfrid Bing, “La Maison de l’Art Nouveau” dove si vendevano oggetti d’arredamento, mobili, carte da parati e oggetti d’arte.

L’esposizione universale di Parigi del 1900 e l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, svoltasi a Torino nel 1902, furono momenti fondamentali per l’affermazione di questo stile che coinvolse arredamento, pittura, grafica, design d’interni, design di utensili e oggettistica, abbigliamento, illuminazione, gioielleria, architettura, influenzando anche la letteratura.

Ma la prima spinta al rinnovamento delle arti era partita dall’Inghilterra, per merito di John Ruskin, William Morris e altri rappresentanti del movimento Arts and Crafts (Arti e Mestieri), che ipotizzavano e realizzavano concretamente il connubio tra arte e industria. Sotto la spinta del movimento Arts and Crafts si sviluppò un rinnovato interesse per le arti minori (quelle decorative, del metallo, del legno e del tessuto)  e per l’artigianato visto come un modo per ridare dignità al lavoro manuale, dignità svilita dalla rivoluzione industriale.

 

 

esposizione Torino 1902

Manifesto dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, Torino 1902