Art Nouveau in Belgio

Come altre grandi città europee, all’inizio del Novecento, Bruxelles visse un periodo di grande effervescenza artistica. La crescita economica e l’arricchimento della borghesia permisero nuovi investimenti edilizi. Sorsero più di mille nuovi palazzi, tra i quali opere mirabili di valenti architetti chiamati dai ricchi borghesi per costruire le loro case secondo lo stile più moderno. Gli edifici in stile Art Nouveau ancora oggi esistenti sono numerosi e comprendono anche aree dedicate all’edilizia popolare.

Importanti esponenti della nuova architettura furono gli architetti Victor Horta, Henry Van de Velde e Paul Hankar.

 

Victor Horta

Horta

Victor Horta (1900) PD tramite Wikipedia

Nato a Gand nel 1861, Victor Horta studiò disegno architettonico nella sua città natale e completò gli studi di Architettura all’Accademia di belle Arti di Bruxelles. Nel 1893 divenne professore dell’Universita Libera di Bruxelles.

Victor Horta rivoluzionò per primo il modo di concepire gli edifici di abitazione, allargando il compito dell’architetto dalla progettazione degli spazi interni ed esterni, alla  realizzazione delle luci, degli arredi, della decorazione delle pareti, degli oggetti di uso domestico. Il motivo dominante dei suoi disegni sono le linee dalle curvature dolci e dai contorni marcati. Oggi le principali case cittadine di Victor Horta sono patrimonio dell’umanità sotto l’egida dell’UNESCO.

La Casa Autrique risalente al 1893, è stata acquistata dal Comune di Schaerbeek e restaurata. Oggi è  gestita dall’associazione “Autrique”.

Sempre nel 1893 Horta realizzò, Con il contributo di Paul Hankar, Casa Tassel (oggi Hotel Tassel) per lo scienziato e professore Emile Tassel. È questo il primo rilevante esempio di architettura dove sono presenti tutti i principali temi dell’Art Nouveau negli elementi strutturali e decorativi.  Furono utilizzati diversi materiali (ferro, vetro, legno) nella struttura e nell’arredo. La parte più caratteristica è l’atrio, con la sua scala, sorretta da colonne e circondata da decorazioni artistiche di grande effetto, leggere danze coreografiche di linee che si intrecciano nel pavimento a mosaico e nelle pareti.

Il tetto di vetro funziona come una sorgente di luce naturale per il centro dell’edificio. Horta ha progettato ogni singolo dettaglio, maniglie, legno, pannelli e finestre in vetro colorato, pavimenti a mosaico e l’arredamento, riuscendo a realizzare una decorazione sontuosa senza mascherare le strutture architettoniche generali. L’applicazione visibile di materiali “industriali” come l’acciaio e il vetro era una novità per prestigiose abitazioni private.

Casa Tassel

Casa Tassel PD tramite Wikimedia Commons

L’Hotel van Eetvelde a Bruxelles, fu progettato nel 1898 e in esso Horta ha dato la migliore espressione alle sue idee. Gli spazi interni diventano di grande importanza come centri di luce, luce che penetra attraverso cupole in filigrana e lucernari, di solito nel centro dell’edificio. Horta ha utilizzato la luce anche per evidenziare l’imponente scalinata che conduce alle sale del primo piano. Oggi ospita la Maison de Gaz Naturale, nonché gli uffici di rappresentanza dell’Ambasciata di Giamaica.

Hote Eetvelde

Hotel Van Eetvelde – Horta

Il punto più alto della tendenza all’Art Nouveau resta la casa Solvay commissionata da Armand Solvay, figlio del ricco farmacista ed industriale Ernest Solvay. Anche in questo caso la progettazione è stata globale comprendendo decorazioni, vetrate, arredi, mobili.

Grazie al generoso budget Horta potè mettere in campo tutta la sua creatività progettando ogni singolo dettaglio, dai mobili ai tappeti, alle lampade alle stoviglie, fino al campanello della porta d’entrata. Nella sua opera venne assistito da Théo van Rysselberghe, pittore belga neo-impressionista.

La costruzione dove oggi ha sede il Museo Horta, è stata residenza e atelier dello stesso artista e venne costruita tra il 1898 ed il 1901. Si caratterizza come le precedenti per i motivi decorativi in vetro e ferro battuto, per le piastrelle e il legno, il tutto immerso in un gioco di luci dorate. Splendidamente restaurato, il museo è uno dei migliori esempi di architettura Art Nouveau in Europa. L’UNESCO ha iscritto la casa nella lista del Patrimonio dell’Umanità nel 2000. All’interno è ospitata una mostra permanente di mobili, utensili e oggetti d’arte disegnati da Horta e dai suoi contemporanei, così come documenti relativi alla sua vita e al suo tempo. Il museo organizza anche mostre temporanee su temi relativi all’artista e alla sua arte.

Durante l’ultima decade del 19° secolo, lo stile di Horta cambia per conciliare sia il lusso e le rifiniture richieste dalla borghesia industriale sia le aspirazioni estetiche del Partito dei Lavoratori. Il partito nel 1895 commissionò al socialista Horta la Maison du Peuple (Casa del popolo). In questa opera, il motivo ornamentale diventa un tutt’uno con la costruzione, con strutture in ferro a vista che sono nello stesso tempo strutture portanti ed elementi decorativi, grandi vetrate, e rivoluzionarie soluzioni spaziali interne. L’edificio sembrava esprimere la visione per il futuro che il movimento socialista possedeva.

Purtroppo l’edificio è stato demolito negli anni 60 per decisione della proprietà, ovvero il Partito Operaio Belga. A nulla valse la mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale e i diversi appelli rivolti al governo per salvare quella che era considerata una pietra miliare della tradizione moderna.

Dal 1901 con i Magazzini Waucquez di Bruxelles la tendenza funzionalista si accentuò ulteriormente insieme al graduale distacco di Horta dai principi dell’Art Nouveau.

Seguì un periodo caratterizzato dalle commesse pubbliche come il Brugmann Univerity Hospital e la Stazione Centrale di Bruxelles.

batiment Horta

Batiment Horta rue Neuve 1901

 

Henry Clement Van de Velde

Van de Velde

Henry Clement Van de Velde

Henry Clement van de Velde (1863-1957) architetto, pittore, arredatore e progettista di mobili, fu interessato alla filosofia di William Morris e alle forme del movimento Arts and Crafts. Nel 1894 e 1896 collaborò con il connazionale Octave Van Rysselberghe per la realizzazione di due alberghi a Bruxelles: l’Hotel Otlet e l’Hotel De Brouckère, per i quali progettò in particolare gli arredi e le decorazioni interne, in stile Art Nouveau.

Nel 1902 fu chiamato a Weimar come consigliere artistico dal granduca di Sassonia-Weimar. Là riorganizzò una Scuola di arti e mestieri e l’Accademia di Belle Arti.

L’opera architettonica di Henry van de Velde è una fonte essenziale di arte moderna ed è troppo ricca per poterne dare una panoramica completa. Riassuniamo le opere principali realizzate in diversi Paesei Europei.

Germania: la Villa Esche (Chemnitz, 1902), Villa Hohenhof (Hagen, 1906-1908), Kunstgewerbe – Kunstschule (Bauhaus Weimar, 1904-1911) facente parte del patrimonio mondiale UNESCO dal 1996, Nietzsche-Archiv (Weimar, 1903), Haus Hohe Pappeln (Weimar, 1906).

Olanda : La Maison du Dr Leuring (Scheveningen, 1903), il Museo Kröller-Müller (Otterlo, 1936-1957)

Belgio: Le Bloemenwerf (Uccle, 1895), La Nouvelle Maison (Tervuren, 1928), la Maison Wolfers (Bruxelles, 1930), la Maison Grégoire-Lagasse (Bruxelles, 1931), la Biblioteca  Centrale e l’Istituto superiore di Storia dell’Arte e di Archeologia  dell’Università di Gand (1932-1936).

Il “Bloemenwerf” del 1895, in parte ispirato alla Red House di William Morris, si distingue come il primo passo della sua carriera di successo. A Uccle, borgo rurale di Bruxelles, costruì quella che doveva essere la sua residenza-studio fino alla partenza per la Germania nel 1900. Il Bloemenwerf si può considerare come un Manifesto perché incarna le teorie artistiche del suo autore: una nuova arte basata sulla progettazione razionale, priva di ornamenti superflui applicata all’intero ambiente di vita, fino all’oggetto più piccolo della vita di tutti i giorni.

La costruzione di forma poligonale è situata in un paesaggio alberato con ripidi pendii adiacenti.
Il volume del corpo è segnato da pareti con diverse inclinazioni e molteplici cambi di direzione. Le sue facciate sono rivestite di mattoni. La facciata principale è divisa in tre parti. Ognuna di esse è sormontata da un timpano (Il timpano è, nell’architettura templare, la superficie triangolare racchiusa nella cornice del frontone) della stessa altezza e la forma dei lati obliqui spezzata.
Al centro della facciata principale, una veranda, coperta con un tetto di ardesia sopra l’ingresso della villa. L’ingresso al piano terra conduce ad un grande salone centrale. Una doppia scalinata conduce al piano superiore, da dove si diparte una galleria, con finestre su entrambi i lati. La galleria offre l’accesso alle varie camere da letto, ad un bagno e ad un locale adibito da Van de Velde a studio illuminato da una grande finestra. Le porte interne sono in parte vetrate.  L’aspetto generale degli interni è molto sobrio, in contrasto con il carattere ostentato delle case tradizionali borghesi del periodo. Il layout del giardino “all’inglese” è opera della moglie di Van de Velde, Maria Sethe. In Bloemenwerf non vi è una architettura cerimoniale da un lato e dall’altro architettura domestica. Le funzioni private sono trattate allo stesso modo di quelle per così dire pubbliche.

Molto rapidamente Bloemenwerf divenne un centro per la diffusione delle nuove idee. Come membro del circolo “Les XX” (un gruppo di venti artisti belgi nato a Bruxelles nel 1884) e in seguito del circolo “La Libre Esthétique”, che erano gruppi artistici all’avanguardia e di respiro internazionale, Van de Velde poteva costruire relazioni con molti intellettuali ed artisti  europei.

“Haus Hohe Pappeln” (Weimar, 1906), “Casa degli alti pioppi”, era la residenza privata di Henry van de Velde dove ha vissuto fino al 1917 insieme alla moglie Maria e ai loro cinque figli. A causa della crescente xenofobia durante la prima guerra mondiale, la famiglia ha dovuto lasciare Weimar e vendere la casa. La Fondazione Weimar Classics, che sovrintende l’edificio dal 2003, l’ha acquisito nel  2012.

L’edificio principale del Bauhaus Universität Weimar (ex edificio Art School) è stato costruito dal 1904 al 1911 per  l’Accadenia di Belle Arti del granduca di Sassonia. Oggi è sede della Facoltà di architettura. Il sito è patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1996.

bauhaus

Gebäude der Bauhaus Universität in Weimar, patrimonio mondiale UNESCO

 

 

Paul Hankar

Paul Hankar

Paul Hankar

L’attività di architetto e creatore di mobili di Paul Hankar inizia nel 1888, a Bruxelles in collaborazione con Adolphe Crespin, decoratore d’interni e maestro nell’arte del graffito. Nel 1893, costruì la propria casa, la Maison Hankar che è considerata il primo edificio dell’Art nouveau a Bruxelles.

Hankar ottiene effetti colorati procurati dai materiali utilizzati e adotta per la decorazione delle facciate graffiti a carattere narrativo realizzati da Adolphe Crespin.

Paul Hankar ha anche lanciato la moda delle finestre rotonde con cornici in legno di incomparabile finezza. Nella lavorazione del legno, unisce un modo molto personale la complessità di ornamenti in stile gotico e giapponese.

La maggior parte delle sue costruzioni si trovano a Bruxelles e tra queste l’Hôtel Ciamberlani (1897) dalle grandi finestre circolari, la casa del pittore René Janssens, l’hôtel Kleyer, la Camiceria Niguet (1899).

Hankar è anche l’autore del Palacio de Chávarri a Bilbao, costruito per l’uomo d’affari Víctor Chávarri nel 1889.

palacio chavarri

Palacio de Chávarri a Bilbao

 

 

Fonti

Karl Ernst Osthaus,  Henry Van de Velde, Van de Velde (Leben und Schaffen des Künstlers), Folkwan Verlag Hagen i. W., 1920

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