Lo Jugendstil in Germania

In Germania la nuova arte prese il nome di Jugendstil; l’espressione deriva da Jugend (giovinezza), nome di una rivista fondata a Monaco nel 1896 da un gruppo di artisti secessionisti. Tra i collaboratori della rivista vi erano August Endell, Richard Riemerschmid, Peter Behrens.

Lo Jugendstil fu influenzato dall’Art Nouveau franco-belga (Henry van de Velde fu attivo in Germania dal 1893), ma anche dal movimento inglese Arts and Crafts. Parte integrante dello Jugendstil è il movimento secessionista sorto a Monaco nel 1892 e a Berlino nel 1893. Inoltre le secessioni tedesche e il movimento dello Jugendstil avevano una stretta relazione con la secessione viennese. I seguaci del movimento  temevano lo sviluppo industriale accelerato e la rottura della tradizione. Erano contro la vita frenetica nelle nuove metropoli. Erano anche contro la politica del “Kaiser” Guglielmo II autoritaria, militarista e colonialista.

Lo Jugendstil rappresentò inizialmente il punto più acuto della tendenza “fitomorfica” del nuovo stile artistico europeo, con la creazione di stilemi grafici che ebbero enorme diffusione. A Monaco e Dresda tra il 1897 e il 1898, nasceva il Vereinigten Werkstätte für Kunst im Handwerk (Laboratori riuniti per l’arte applicata) cui collaborarono architetti e disegnatori (Otto Eckmann, Bernhard Pankok, Richard Riemerschmidt, ecc.), e al cui interno la tendenza floreale venne superata a favore di un interesse spiccatamente strutturale.

Nel 1901 Il granduca Ernesto Ludovico dell’Assia inaugurò il progetto della costruzione di una colonia per artisti seguaci del nuovo stile: la “Mathildenhöhe”. Tra gli artisti chiamati vi erano il viennese Joseph Maria Olbrich e Peter Behrens.

L’opera architettonica di Behrens a Darmstadt si limita alla propria casa costruita nel 1901, il suo primo tentativo architettonico con il quale cercò di creare una “Gesamtkunstwerk”, opera d’arte totale, dove lo stile architettonico si ripete in tutti gli elementi dell’arredamento.

Nel 1907 a Monaco l’architetto Hermann von Muthesius, l’imprenditore Karl Schmidt e il pastore protestante e politico liberale Friedrich Naumann fondarono “Der Deutsche Werkbund”, associazione di architetti, intellettuali, artisti, industriali, che aveva come scopo di conciliare l’arte, l’artigianato e l’industria. Negli intenti della Werkbund c’era anche quello di mettere la Germania al passo con lo sviluppo industriale di Inghilterra e Stati Uniti. L’associazione, a differenza dell’Arts and Crafts, non puntava esclusivamente alla produzione artigianale ed approvava la produzione in serie.

All’Esposizione Universale di Colonia la Werkbund partecipò con diversi artisti tra i quali il belga Henry van de Velde, Peter Behrens, Josef Hoffmann, il giovane Walter Gropius e Bruno Taut. L’opera architettonica più importante della mostra fu il Padiglione di vetro ( Glaspavillon) di Bruno Taut, considerato uno dei primi edifici dell’Espressionismo, basato su modelli gotici.

Il Glaspavillon (Padiglione di vetro) di Bruno Taut, 1914

Il Glaspavillon (Padiglione di vetro) di Bruno Taut, 1914

Lo Jugendstil ebbe tra i suoi maggiori rappresentanti anche l’architetto Bruno Möhring, l’architetto e designer Hermann Billing, il ceramista Theodor Grust e gli artisti svizzeri Hermann Obrist, Ferdinand Hodler e Karl Moser. Karl Moser nel 1910 progettò il Museo d’Arte di Zurigo.

Theodor Grust 1902

Theodor Grust, 1902

 

 

Otto Eckmann

Otto Eckmann

Otto Eckmann

Otto Eckmann (1865 – 1902) era un pittore e artista grafico. La sua produzione appartiene al ramo “floreale” dello Jugendstil.
Nato ad Amburgo, studiò nella Kunstgewerbeschule di Amburgo e Norimberga e all’accademia di Monaco. Nel 1894, Eckmann abbandonò la pittura per concentrarsi sul design applicato. Iniziò a produrre grafici per le riviste Pan e Jugend. Ha anche ideato copertine per i publisher Cotta, Diederichs, Scherl e Seemann, nonché il logo della casa editrice S. Fischer Verlag.
Nel 1897 insegnò pittura ornamentale presso l’Unterrichtsanstalt des Königlichen Kunstgewerbemuseums di Berlino. Nel 1899 disegnò il logo della rivista Die Woche. Dal 1900 al 1902, lavorò come grafico per l’Allgemeine Elektrizitätsgesellschaft (AEG). Durante questo periodo progettò i caratteri tipografici “Eckmann” (nel 1900) e “Fette Eckmann” (nel 1902), probabilmente i più comuni caratteri tipografici in Jugendstil ancora in uso oggi. Eckmann morì di tubercolosi all’età di 37 anni.

 

Carattere tipografico Eckmann

Carattere tipografico Eckmann

 

Jugend, Nr. 14/1896

Jugend, Nr. 14/1896

Quando arriva la Primavera

Quando arriva la Primavera

Schwertilien

Schwertilien

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Peter Behrens

Peter Behrens

Peter Behrens

Peter Behrens (1868 – 1940)  fu uno degli artisti più influenti ed universali dello Jugendstil. Nato ad Amburgo, studiò pittura nella sua città natale e poi a Düsseldorf e Karlsruhe. Nel 1890 si trasferì a Monaco dove lavorò come pittore, illustratore e rilegatore, sviluppando un profondo interesse per le tematiche legate al vivere moderno.

Nel 1899 accettò l’invito del granduca Ernesto Luigi d’Assia ad essere uno dei partecipanti al suo progetto di un insediamento di artisti. Behrens costruì quindi presso la colonia di Darmstadt la propria abitazione e progettò ogni elemento che vi era contenuto, dall’arredamento alle suppellettili. Questo progetto è considerato la svolta della sua carriera, il definitivo abbandono dello stile Art Nouveau in favore di uno stile più sobrio e austero.

 

Nel 1903 Behrens fu nominato preside della Kunstgewerberschule di Düsseldorf. Nel 1907  fu uno dei dodici artisti indipendenti che aderirono al Deutscher Werkbund, fondato in quell’anno da Hermann Muthesius.

Progetto per il boudoir di una villa

Progetto per il boudoir di una villa

Nel 1907 la Allgemeine Elektrizitäts-Gesellschaft (AEG), maggiore impresa industriale tedesca in quel momento, assunse Behrens come consulente artistico e lo incaricò di creare la veste grafica dell’azienda, dal logo alla pubblicità alla linea principale dei prodotti. Si trattava della prima collaborazione di un artista con un’impresa industriale, il che fa di Behrens il primo precursore del design industriale e della “corporate identity”. Nel 1909 realizzò il Capannone delle turbine AEG, uno dei capolavori dell’architettura moderna dove si concretizzò il programma del Deutscher Werkbund.

Capannone delle turbine AEG

Capannone delle turbine AEG

Tra il 1911-1912 progettò l’Ambasciata tedesca a San Pietroburgo.

Nel suo studio a Berlino tra il 1907 al 1912 ebbe numerosi allievi, i più illustri dei quali sono sicuramente Ludwig Mies van der Rohe, Charles Edouard Jeanneret-Gris (meglio noto come Le Corbusier), Adolf Meyer, Jean Kramer e Walter Gropius, futuro direttore del Bauhaus.

Dopo la prima guerra mondiale lavorò per la rinascente industria tedesca, come la ‘Acciaierie Mannesman” di Düsseldorf e la I.G. Farben.

 Nel 1922 accettò l’invito ad insegnare alla Akademie der Bildenden Künste di Vienna. Tra il 1920 e il 1924 realizzò l’edificio dell’amministrazione centrale delle industrie di colori Hoechst in stile espressionista. Nel 1936 divenne preside della facoltà di architettura della Preußische Akademie der Kunste di Berlino.

 

Piatto di porcellana, 1901

Piatto di porcellana, 1901

Logo AEG

Logo AEG

 

 

 

 

Behrens Copertina di un libro

Behrens Copertina di un libro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

August Endell

August Endell

August Endell

August Endell (1971 – 1925) si dedicò all’architettura da autodidatta; egli aveva infatti studiato filosofia e psicologia. Divenne inizialmente noto come collaboratore della rivista Pan, rivista dello Jugendstil tedesco, assieme ad Otto Julius Bierbaum e Julius Meier-Graefe.

Stabilitosi a Monaco di Baviera tra il 1896 e il 1897 rinnovò l’atelier fotografico Elvira, facendolo diventare la massima espressione dello Jugendstil in particolare per la decorazione fito-zoomorfica della facciata. Il suo disegno comprendeva una rappresentazione astratta di un drago che usciva da un elemento ondulato. L’edificio incorporava elementi stilistici propri di Antoni Gaudí e Hector Guimard. Purtroppo l’Atelier Elvira fu raso al suolo durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la parentesi di Monaco tornò a Berlino, dove eseguì numerose opere pubbliche e private; tra di esse il primo dei Hackesche Höfe (“cortili Hacke”) e il Bunte Theater a Berlino. L’Hackesche Höfe è un complesso edilizio di Berlino. Progettato da Kurt Berendt e August Endell, la sua cotruzione iniziò nel 1906 ed è un esempio dello stile secessionista tedesco. Il complesso è costituito da nove cortili collegati fra loro su cui si affacciano alti edifici con negozi, ristoranti, gallerie d’arte e un teatro.

Dal 1918 Endell fu direttore dell’Accademia Statale per l’Arte di Breslavia.

Atelier Elvira

Atelier Elvira

Hackesche Höfe, Berlino

Hackesche Höfe, Berlino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Richard Riemerschmid

Richard Riemerschmid (1868 – 1957) studiò pittura all’accademia di Monaco. Nel 1897 partecipò alla fondazione delle Vereinigte Werkstätten für Kunst im Handwerk (Studi riuniti per l’arte e l’artigianato) di Monaco, insieme a Hermann Obrist, Bernhard Pankok, Bruno Paul ed altri artisti che si ispiravano al modello di William Morris. Insieme agli altri artisti di Monaco espose a Parigi nella Esposizione Universale del 1900. Al 1901 risale il progetto per il Münchner Kammerspiele (Teatro da Camera di Monaco) in stile Jugendstil floreale. Dal 1903 prese parte alla Dresdner Werkstätten für Handwerkskunst, azienda fondata nel 1898 da Karl Schmidt della quale lo attirava l’indirizzo verso una produzione popolare e relativamente economica. Nel 1905 realizzò la Villa Fischel a Kiel. Nel 1909 cominciò la costruzione della Gartenstadt a Hellerau, nei pressi di Dresda. Dal 1912 al 1924 fu direttore della Kunstgewerbeschule (Scuola di Arti e Mestieri) di Monaco e dal 1926 al 1931 della Werkschule di Colonia.

 

Hermann Billing

Hermann Billing

Hermann Billing

Hermann Billing (1867 – 1946) era architetto e designer.  Grazie alla ricchezza della prima moglie,  era finanziariamente al sicuro, così lui poteva permettersi di lavorare soltanto su progetti d’avanguardia divenendo presto conosciuto a livello nazionale come “modernista”. Nel 1899 aveva la sua sala espositiva alla Mostra d’arte tedesca a Dresda. Nel 1902 partecipò alla Prima Mostra d’Arte Moderna di Torino. Tra i suoi progetti più famosi, la Kunsthalle di Baden-Baden e la Kunsthalle di Mannheim, in uno stile art nouveau che prelude al Neoclassicismo. Dal 1903 al 1937 Hermann Billing è stato professore presso l’Università Tecnica di Karlsruhe e alla Art Academy di Karlsruhe.

Billing Kunsthalle in Mannheim

Billing Kunsthalle in Mannheim

 

 

Fonti

Joseph August Lux, Das neue Kunstgewerbe in Deutschland, Klinkhardt & Biermann, Lipsia 1908

Georg Fuchs, L’Exposition internationale des arts décoratifs modernes à Turin 1902, Alexander Koch Librairie des arts décoratifs, Darmstadt 1903

Henry Nocq, Tendances nouvelles : enquete sur l’evolution des industries d’art, H. Floury, Paris 1896

Siti Web
http://www.mathildenhoehe.eu/ausstellungen/archiv/  (visitato 20/05/2017)

https://it.wikipedia.org/wiki/Jugendstil (visitato 20/05/2017)

https://de.wikipedia.org/wiki/Jugendstil (visitato 20/05/2017)