Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna

Quando il movimento modernista cominciò ad imporsi anche in Italia prese il nome di Liberty o Floreale e fu ufficializzato con la Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino nel 1902. L’esposizione torinese ebbe un notevole rilievo internazionale e fu anche la prima al mondo su questa tematica. Era frutto del lavoro di un gruppo di artisti operanti a Torino tra cui Pietro Fenoglio, Gottardo Gussoni, Raimondo D’Aronco. All’appello di Torino risposero governi, scuole, associazioni, artisti e industriali di tre continenti. Gli stati partecipanti erano Gran Bretagna, Germania, Francia, Belgio, Austria, Ungheria, Danimarca, Svezia, Stati Uniti e Giappone.

Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna

Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna – Manifesto

 

 

D'Aronco - Ingresso principale dell'Esposizione

D’Aronco – Ingresso principale dell’Esposizione

Inaugurata presso il Parco del Valentino nel Maggio del 1902 la Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna aveva l’intento di presentare al pubblico italiano ed europeo il meglio della produzione internazionale nell’ambito dell’architettura, dell’arredamento e delle arti applicate. La mostra era allestita nei padiglioni disegnati con gusto secessionista dall’architetto friulano Raimondo D’Aronco.

Presidente della Commissione generale era il principe Emanuele Filiberto di Savoia, vicepresidente il sindaco di Torino Cav. Severino Casana. Il comitato artistico era presieduto dal Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, vicepresidenti l’ingegner Angelo Reycend e Leonardo Bistolfi. Segretario Enrico Thovez. Architetto ufficiale dell’Esposizione era Raimondo D’Aronco.

Particolare Ingresso principale

Particolare Ingresso principale

 

L’intento degli organizzatori dell’Esposizione era indagare il rapporto tra arte e società, riflettendo sulla capacità dell’arte di qualificare l’ambiente. Nelle gallerie e nei padiglioni, le varie nazioni esponevano una infinità di oggetti d’ogni categoria e oggetti d’esposizione erano gli edifici stessi.

Le mostre erano divise in tre classi e ogni classe comprendeva più categorie. Le tre classi erano intitolate: “La casa moderna nei suoi elementi dcorativi”, “La camera moderna nel suo complesso decorativo”, “La casa e la via nel loro organismo decorativo”. La Classe II prevedeva una sola categoria, Camere ed appartamenti completi, consistente nella realizzazione di ambienti completi di una o più stanze con decorazione delle pareti, del pavimento, del soffitto, con tutti gli infissi, il mobilio, gli arredi e gli accessori attinenti all’uso al quale la stanza o il gruppo di stanze era destinato.

Il bando prevedeva il “rinnovamento estetico della forma”. L’articolo 2 del regolamento della manifestazione così recitava espressamente: L‘Esposizione comprendele manifestazioni artistiche ed i prodotti industriali che riguardino sia l‘estetica della via, come quella della casa e della stanza .Vi saranno ammessi soltanto i prodotti originali che dimostrino una decisa tendenza al rinnovamento estetico della forma.Non potranno ammettersi le semplici imitazioni di stili del passato, nè la produzione industriale non ispirata a sensi artistici. Saranno pure ammessi i modelli originali, anche in materiale diverso da quello in cui debbono essere. eseguiti, come pure i semplici progetti ed i disegni. Una speciale Commissione artistica esaminerà tutti gli oggetti inviati alla Mostra e rifiuterà quelli che non rivestissero i caratteri voluti dal progetto”

La giuria di accettazione delle opere era composta da Leonardo Bistolfi, Enrico Thovez, Giorgio Ceragioli, Davide Calandra e Guido Rey.

Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna Palazzo delle Belle Arti

Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna Palazzo delle Belle Arti

Così scriveva l’Illustrazione Italiana in un articolo di presentazione della Mostra: Oggi la decorazione entra come elemento anche nella vita comune. Non solo le classi signorili ma anche le meno agiate sentono il bisogno di vivere in un ambiente decorativo, in un ambiente nel quale il lavoro dell’arte e il gusto del bello illeggiadrii

Alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna era aggregata l’”Esposizione quadriennale di belle Arti”, organizzata dall “Società Promotrice delle Belle Arti“, alla quale partecipavano artisti celebri come, Fontanesi, Bianchi, Calderini, Signorini, Previati, Grosso, ecc. Chi visitava entrambe le mostre comprendeva il significato della nuova arte ornamentale. Gli ambienti foggiati secondo il nuovo stile non necessitavano di statue per essere abbelliti, poiché già avevano nei propri elementi gli effetti della pittura e della scultura, ed erano opere d’arte indipendenti a cui non si poteva aggiungere altro.

L’Arte Decorativa Italiana era rappresentata da un folto gruppo di artisti e ditte. Ricordiamo Luigi Bompard di Bologna, Girard e Cutler di Firenze, Carlo Golia & C di Vittorio Ducrot di Palermo con mobili disegnati da Ernesto Basile e decorati da Antonio Ugo, Agostino Lauro di Torino, Federigo Martinotti di Torino, Ugo Cerruti di Milano, Carlo Bugatti & C. di Milano, Domenico Trentacoste di Firenze, Ceramica Florentia di Firenze, Alessandro Mazzucotelli di Milano, Aemilia Ars di Bologna, Giuseppe Romagnoli di Bologna, Galileo Chini, Marcello Dudovich, L’Arte della Ceramica, Giulio Richard, Eugenio Quarti, Stabilimento Monti, Ditta Issel di Genova, Giovanni Beltrami di Milano.

 

C. Bugatti & C. Sala da gioco e conversazione

C. Bugatti & C. Sala da gioco e conversazione

 

Alcuni espositori stranieri alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna

Nella sezione francese i fratelli Daum erano presenti con vetri e cristalli artistici intagliati, con incrostazioni, cesellature, decorazioni. Lalique presentava vari gioielli e una vetrina artistica in cristallo di rocca. Era presente anche Eugene Grasset.

Louis Majorelle esponeva i suoi mobili. La ditta Sauvage H & Sarazin c, Architetti, esponeva una Sala da pranzo in legno di pero d’Australia comprendente buffet, dressoir, tavola e tre sedie, tavola da thé, scrivania. La Maison Bing presentava ambienti completi in stile moderno, gioielli, bronzi artistici, apparecchi di illuminazione per gas, petrolio, elettricità, porcellane e cuoi artistici.

La Maison Moderne di Julius Meier Graefe presentava collezioni d’oreficeria, bronzi, placchette, apparecchi d’illuminazione, cuoi, merletti, cristalli, smalti, mobili, vetrate, incisioni e quadri.

Lalique - Spilla per capelli

Lalique – Spilla per capelli

Tra gli espositori belgi l’architetto Victor Horta con alcuni collaboratori presentava un ambiente, un salone, ammobiliato e arredato. Il pittore simbolista Fernand Khnopff presentava alcuni disegni. Il gioielliere Philippe Wolfers esponeva collezioni d’ avorio e di cristalli, bronzi, gioielli, eseguiti dalla Ditta Wolfers frères, su disegni dell’autore. Adolphe Crespin presentava un progetto di decorazione per un salone, la riproduzione della decorazione del grande uditorio dell’Istituto Solvay e alcuni dipinti. Henry van de Velde esponeva mobili e ambienti arredati. Arredamenti presentava anche l’architetto e decoratore Georges Hobé,

Henry van de Velde Credenza

Henry van de Velde Credenza

Nella sezione inglese spiccava fra i numerosi espositori Walter Crane che disponeva di una propria sala dove esponeva acquerelli, disegni, schizzi, maioliche decorate, carta da parati, tappeti, vetri decorati, cartoni, stoffe disegnate per costumi, sculture in gesso, illustrazioni per libri, libri illustrati. Una propria mostra presentava la Arts and Crafts Exhibition Society con molte opere dei suoi artisti. C’era ancora la Guild and HandiCrafts con mobili, oggetti in ferro battuto, oggetti in ottone battuto, argenteria e smalti. La Kelmscott Press esponeva manoscritti lumeggiati, miniati e libri stampati. Ashbee era presente con i suoi disegni per mobili e altri oggetti. Selwin Image esponeva cartoni preparatori per vetrate e disegni per ricami. Philip Webb
Charles Francis Annesley Voysey esponeva tessuti e tappeti. Erano esposti anche alcuni lavori di William Morris scomparso nelò 1896.

W. Crane Ciclo dei sensi: odorato e gusto

W. Crane Ciclo dei sensi: odorato e gusto

La Scozia aveva una propria sezione indipendente dove primeggiava Charles Rennie Mackintosh che esponeva vasi, disegni per case, sedie, poltrone, altri mobili, vetrate, portiere, oggetti vari, applique per luce elettrica, pannelli in materiali diversi. Molte opere erano esposte anche da Margaret Mcdonald Mackintosh e da Francis ed Herbert Mc Nair. Notevole fu anche la partecipazione delle Glasgow Girls Jessie Marion King con le sue illustrazioni e Jessie Newbery

 

Charles Rennie Mackintosh Armadio a portafoglio

Charles Rennie Mackintosh Armadio a portafoglio

 

Herbert e Frances Mc Nair Pannelli in metallo

Herbert e Frances Mc Nair Pannelli in metallo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra gli espositori austriaci ricordiamo gli architetti Ludwig Baumann, Carl Witzmann, Robert Fix. Per l’Ungheria era presente tra gli altri espositori la Manifattura di porcellane Zsolnay di Pecs.

Vasi Manifattura Zsolnay

Vasi Manifattura Zsolnay

 

Nella sezione tedesca tra gli altri Ida e Carlotta Brinckmann, Hermann Billing, Bruno Möhring, Wilhelm Kreis, Bernhard Pankok, Bruno Paul. Tra tutte si distinguevano le opere di Peter Behrens, in particolare gli ambienti arredati.

Peter Behrens Mobili per studio

Peter Behrens Mobili per studio

Bruno Paul Credenza

Bruno Paul Credenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella sezione degli Stati Uniti primeggiava Louis Comfort Tiffany con vetrate ed oggetti di vetro e metallo. Notevole anche la mostra di vasi della Rookwood Pottery Company di Maria Longworth Nichols (Cincinnati, Ohio).

La Norvegia era presente con il pittore e scultore Stéphane Lerche e la designer tessile Frida Hansen.

I giapponesi presentavano oggetti in porcellana, ceramica, rame smaltato e bronzo; ventagli, paraventi e quadri ricamati in seta con motovi floreali; cestelli e panieri di vimini, stuoie, lacche lavorate, stampe e incisioni .

Giappone. Paravento.

Giappone. Paravento.

Una sezione della Prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna era dedicata alla Colonia di Artisti di Darmstadt guidata da Joseph Olbrich il quale aveva disegnato molti degli oggetti esposti che erano stati realizzati dagli altri artisti della colonia. Opera di Olbrigh era anche l’ingresso del padiglione della Colonia.

Joseph Olbrich Salotto giallo

Joseph Olbrich Salotto giallo

 

Fonti

Georg Fuchs, L’Exposition internationale des arts décoratifs modernes à Turin 1902, Alexander Koch Librairie des arts décoratifs, Darmstadt 1903

Vittorio Pica, L’Arte decorativa all’esposizione di Torino del 1902, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo 1903

Catalogo Ufficiale dell’Esposizione, Torino 1902

Articolo L’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa a Torino in L’Illustrazione Italiana anno 1902 N.2 p.24

Vari articoli sul quotidiano La Stampa, maggio 1902