Lo stile Liberty nelle Arti Figurative e Applicate

In Italia l’Art Nouveau si manifestò con un certo ritardo rispetto agli altri paesi europei. Questo era dovuto in parte all’arretratezza culturale e sociale nella quale si trovava il nostro paese alla fine del XIX secolo, in parte all’esigenza di promuovere l’identità della Nazione appena riunificata. Il mondo della cultura individuò pertanto nel neorinascimento lo stile nazionale. L’industria artistica tendeva così a riproporre lo stile del passato dimenticando che gli artisti di ogni epoca si erano preoccupati di creare forme adatte ai bisogni e allo spirito del tempo che vivevano. Ma intorno al 1900 anche in Italia il nuovo movimento riuscì ad attecchire e la prima esposizione mondiale di arte decorativa ne fu la prima importante testimonianza. La tendenza al nuovo stile fu confermata dall’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, sia nell’architettura dei padiglioni, sia nelle opere esposte.

 

Leonardo Bistolfi

Lo scultore Leonardo Bistolfi (1859 – 1933) fu l’autore del manifesto ufficiale dell’Esposizione. Le prime sue opere eseguite tra il 1880 e il 1885, risentivano dell’influsso della Scapigliatura milanese. In seguito si indirizzò verso il Simbolismo che non abbandonerà più. Aveva realizzato nel 1901, il grande crocefisso sul masso del mausoleo del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.

Bistolfi - La Bellezza liberata dalla materia

Bistolfi – La Bellezza liberata dalla materia

Nel 1902 realizzò il manifesto liberty della Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino. Sempre nel primo decennio del Novecento scolpì il gruppo marmoreo La Croce nella chiesa di S.Domenico ad Alba.

Nel 1906 realizzò un monumento per il pittore Giovanni Segantini, La bellezza liberata dalla materia noto anche come l’Alpe, conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Per lo stesso pittore realizzò i monumenti di Saint Moritz e Arco.

Tra il 1907 e il 1908 realizzò il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi nella città di Sanremo. Tra il 1908 e il 1909 realizzò La nostalgia della riva lontana – Monumento a Zanardelli sul lungolago di Maderno. Nel 1923 venne nominato Senatore del Regno.

Sue opere si possono ammirare al Museo d’Orsay a Parigi, al Museo nazionale d’arte occidentale a Tokio, al Museo Nacional de Bellas Artes di Città del Messico. Inoltre a Montevideo il monumento a Giorello e a Zurigo il monumento alla famiglia Abegg.

Più di 170 opere sono esposte alla Gipsoteca Leonardo Bistolfi di Casale Monferrato.

 

Golia – Ducrot

Ambiente arredato dalla Carlo Golia & C. All'esposizione di Torino 1902

Ambiente arredato dalla Carlo Golia & C. All’esposizione di Torino 1902

Vittorio Ducrot (1867 –1942) era nato a Palermo da padre francese, morto poco prima della sua nascita, e madre maltese. Dopo gli studi in Svizzera, tornò a Palermo dove assunse la direzione del mobilificio del patrigno e secondo marito della madre, Carlo Golia. Con la denominazione Carlo Golia e C. la ditta partecipò all’Esposizione di Torino.

Il mobilificio, ridenominato “Studio Ducrot” divenne presto una società di produzione industriale, tra le prime in Europa nel settore con la progettazione di oggetti e arredi in stile modernista. Ducrot lavorò a stretto contatto con l’architetto Ernesto Basile, il pittore Ettore De Maria Bergler e altri artisti, nella Palermo del tempo che era una delle capitali italiane del Liberty.

Fra i committenti di Ducrot erano ricchi privati, alberghi di lusso, ambasciate, teatri, e, soprattutto compagnie di navigazione come la Navigazione Generale Italiana del palermitano Ignazio Florio. Nelle navi curava prevalentemente le parti più lussuose. Ducrot curò anche gli arredi del Palazzo Montecitorio a Roma della cui ristrutturazione si era occupato Ernesto Basile.

Durante la prima guerra mondiale fondò la “Vittoria Aeronautica Ducrot”, insieme ai Florio, per la costruzione di idrovolanti per la Regia Marina. Nel 1929 entrò alla Camera come Deputato per il Partito Nazionale Fascista.

 

Alberto Issel

Il genovese Alberto Issel iniziò la sua attività artistica come pittore della corrente dei macchiaioli. Nel 1880 il suo interesse si rivolse alle arti applicate e proprio quell’anno aprì a Genova un negozio di oggetti d’arte industriale con un laboratorio per la produzione di mobili.

A partire dagli anni Novanta la produzione si indirizzò allo stile floreale. I suoi mobili contenevano molteplici elementi naturalistici: fiori, cigni, lumache, insetti. Utlizzava diversi materiali: corallo, smalto, vetro e metalli sbalzati. Tra i più rappresentativi ebanisti del liberty italiano ebbe un notevole successo all’Esposizione di Torino del 1902.

 

Alessandro Mazzuccotelli

Alessandro Mazzuccotelli (1865 – 1938) nato a Lodi si trasferì a Milano all’età di 18 per lavorare come apprendista nella bottega di un fabbro che in seguito rilevò. Dotato di abilità e creatività eccezionali, capace di conferire al ferro quelle forme flessuose e floreali che caratterizzano lo stile Liberty, ben presto divenne collaboratore di affermati architetti come Giuseppe Sommaruga, Gaetano Moretti, Ernesto Pirovano, Franco Oliva, Ulisse Stacchini e Silvio Gambini. Partecipò con successo alla prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino nel 1902. Nel 1903 intraprese l’attività di docente all’Umanitaria. Nel 1922 fondò e diresse l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ISIA di Monza. Fu chiamato da Gabriele D’Annunzio per partecipare alla decorazione del Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera.

 

Carlo Bugatti

Carlo Bugatti (1865 – 1940) fu decoratore, architetto, disegnatore e produttore di mobili, creatore di articoli di oreficeria, inventore di strumenti. Frequentò l’Accademia di Brera a Milano e poi l’École nationale supérieure des beaux arts a Parigi.  A Milano lavorò presso un laboratorio di ebanista per poi aprire un proprio laboratorio nel 1888. Fin dai primi anni collaborò con l’amico pittore Giovanni Segantini che diventerà suo cognato. Nel 1890 aprì un laboratorio a Parigi dal quale costruì la sua fama internazionale. Con le sue creazioni partecipò all’Esposizione Universale di Londra del 1888, dove ottenne il Gran diploma d’Onore, all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e all’Esposizione di Torino del1902. Nel 1903 si trasferì a Parigi dove lavorò anche come scultore. Nel 1910 si trasferì a Pierrefonds nell’Oise, di cui diventerà sindaco. I suoi ultimi anni di vita saranno segnati da eventi drammatici come lil suicidio di uno dei figli, la morte di una figlia e poi della moglie Teresa.  Nel 1935 si trasferì in Alsazia, a Molsheim, dove il figlio Ettore  aveva aperto la famosa fabbrica di automobili Bugatti e dove morirà nell’aprile del 1940.

Mobili Bugatti - Milano 1885 - Conservata presso Kunstgewerbemuseum Berlin.

Mobili Bugatti – Milano 1885 – Conservati presso Kunstgewerbemuseum Berlin.

Le sue opere sono conservate in prestigiosi musei  tra i quali Museo d’Orsay a Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano, il Metropolitan Museum e il Brooklyn Museum di New York, il Montreal Museum of Fine Arts di Montreal, il Wolfson Collection di Miami, il Museo di arti decorative di Dresda, il Kunstgewerbemuseum di Berlino.

 

Galileo Andrea Maria Chini

Galileo Andrea Maria Chini (1873 – 1956) nel 1896 fondò a Firenze la manifattura “Arte della Ceramica”. I suoi lavori in ceramica furono premiati alle esposizioni internazionali di Bruxelles, San Pietroburgo e Saint Louis. Partecipò anche alla Esposizione Universale del 1900 a Parigi.

A Torino nel 1902 era presente con un padiglione nella Galleria degli ambienti arredati e in altri padiglioni della sezione italiana. Nella Galleria degli Ambienti erano state allestite una sala da bagno interamente rivestita di piastrelle con quattro bassorilievi in grès, una sala da pranzo e una mostra dei migliori prodotti della società.  Presentava piatti in maiolica policroma raffiguranti volti femminili tra fiori, vasi con motivi floreali, vasi decorati a lustri metallici con accostamenti di fiori e vasi in grès con decorazioni.(Arte Italiana Decorativa e Industriale n.7 Luglio 1902, Ulrico Hoepli, Milano – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo)

Andrea Chini nel 1906, insieme al cugino Chino, fondò la “Fornaci di San Lorenzo” che realizzava ceramiche e vetrate ma anche arredamenti d’interni e progettazione di mobili in legno decorati da piastrelle, ceramiche e vetri. Nel 1907 espose alla Biennale di Venezia.

A Firenze collaboro con l’architetto Michelazzi per la decorazione delle facciate e degli interni delle case liberty. Lavorò anche ad edifici privati e pubblici a Montecatini e in Versilia.

Nel 1911 dopo aver lavorato al palazzo del trono dello Scià di Persia fu chiamato dal Re del Siam lo invitò a lavorare nella sua  corte, a Bangkok. Chini affrescò la sala del trono nel palazzo reale e realizzò una serie di ritratti di membri della famiglia reale e dignitari di corte. Rientrò in Italia nel 1913. Nel 1914 costruì a Lido di Camaiore in Versilia la sua casa per le vacanze, una villa in perfetto stile Liberty, che oggi è stata trasformata in un Hotel Residenza d’Epoca che conserva ancora numerose opere dell’artsta.

Negli anni successivi intensificò l’attività di scenografo, lavorando in particolare con Giacomo Puccini e insegnò all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

Richard – Ginori

La Società Ceramica Richard viene costituita dal fondatore Giulio Richard il 23 febbraio 1873, a Milano. Nel 1888 la società acquistò a Pisa lo stabilimento Palme per la produzione di articoli di terracotta insieme ai negozi di Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Torino. Nel 1896 si fuse con la prestigiosa manifattura Ginori di Doccia fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori, assumendo il nome di Società Ceramica Richard-Ginori. E così assunse la produzione di porcellane comuni da tavola, caffè, thè, toilette, maioliche artistiche e porcellane di Capodimonte. Nel 1897 fu acquistato lo stabilimento Musso di Mondovì per la produzione di terraglie dolci e nel 1899 lo stabilimento Revel di Vado Ligure per la produzione degli articoli di gres comune.

A Torino in una sala della Galleria degli ambienti arredati esponeva esemplari di stoviglie, lampadari, vasi artistici, servizi da tavola, da caffè, da thè ecc. Nella sala da pranzo esibiva le decorazioni del camino, del passa vivande, e dei sopraporte e la riproduzione di una lampada per luce elettrica.

Nella sala da bagno, ideata dall’architetto Giulio Richard, la vasca e un tratto delle pareti erano interamente rivestite di piastrelle in ceramica finemente disegnate e lavorate. (L’illustrazione Italiana anno 1902 N. 26, pp. 519-520).
Nel 1911 la Richard Ginori partecipò alla grande Esposizione Internazionale di Belle Arti a Roma e nel 1912 alla X Biennale di Venezia.

 

Ettore De Maria Bergler

Ettore De Maria Bergler (1850 – 1938) è considerato l’artista più rappresentativo della pittura Liberty.

Nacque a Napoli da padre siciliano e madre viennese. Nel 1875  tenne a Palermo la sua prima mostra. Si specializzò in opere paesaggistiche e naturalistiche di ambienti siciliani . Dal 1881 al 1885 lavorò per il gallerista Luigi Pisani di Firenze. Nel 1883 un suo quadro, “Bambina dalle arance assalita dalle oche”, presentato alla Promotrice di Napoli fu acquistato dalla regina Margherita.

A Palermo affrescò la Villa Malfitano della famiglia Whitaker ed eseguì  il ritratto di Norina e Delia Whitaker dal titolo “Bambine”. Tra il 1899 e il 1900 affrescò il palco reale del Teatro Massimo per incarico di Ernesto Basile e in collaborazione con i pittori Rocco Lentini e Michele Cortegiani eseguì gli affreschi del soffitto dello stesso teatro.

 

Teatro Massimo Palermo Palco Reale

Teatro Massimo Palermo Palco Reale

Soffitto del Teatro Massimo di Palermo

Soffitto del Teatro Massimo di Palermo

 

Nel 1908 si dedicò a Villa Igiea creando affreschi con tematiche floreali per i saloni dell’hotel che costituiscono il meglio della pittura liberty in Italia.

Floralia Affresco a Villa Igiea

Floralia Affresco a Villa Igiea

Fu decoratore di mobili creati da Vittorio Ducrot e disegnati da Ernesto Basile. Partecipò a diverse edizioni della Biennale di Venezia. Realizzò le decorazioni di diverse navi come i transatlantici “Roma”, “Caio Duilio”, e “Giulio Cesare”.

Dal 1913 al 1931 insegnò pittura figurativa all’Accademia di Belle Arti di Palermo.


Il cartellonismo italiano

Marcello Dudovich (1878 – 1962) a Bologna iniziò a creare cartelloni pubblicitari, copertine ed illustrazioni per varie riviste intorno al 1900. All’Esposizione Universale di Parigi del 1900 fu premiato con la Medaglia d’Oro. Partecipò nel 1902 all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna a Torino con la cooperativa artistica “Æmilia Ars”. A Milano dal 1905 lavorò per le Officine Grafiche Ricordi alla creazione di manifesti pubblicitari; tra i più famosi vi sono quelli per i magazzini Mele di Napoli e per Borsalino. Nel 1911 fu chiamato a Monaco di Baviera dalla Casa Editrice “Albert Langen”, che gli offrì una collaborazione al famoso periodico di satira politica e sociale “Simplicissimus”.

Leopoldo Metlicovitz (1868 – 1944) negli anni 90 lavorava nella casa editrice Ricordi e come scenografo e costumista alla Scala. Nel 1906 vinse il concorso per il manifesto della grande Esposizione Universale a Milano. Tra le immagini famose create da lui ricordiamo il marchio di fabbrica, che ancora oggi viene utilizzato, della distilleria produttrice del Fernet Branca, raffigurante un’aquila che ghermisce con le ali spiegate il Fernet e un globo terrestre.

 

Leopoldo Metlicovitz Manifesto pubblicitario 1898

Leopoldo Metlicovitz Manifesto pubblicitario 1898

Leopoldo Metlicovitz Manifesto pubblicitario Fernet Branca

Leopoldo Metlicovitz Manifesto pubblicitario Fernet Branca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leonetto Cappiello (1875 – 1942) raggiunse il successo a Parigi come caricaturista collaborando con varie riviste. Nel 1899 realizzò il suo primo manifesto per il lancio di una rivista umoristica (Frou Frou). A partire dal 1903, con il manifesto Chocolat Klaus Cappiello rivoluzionò i canoni della grafica pubblicitaria realizzando manifesti nei quali le immagini non avevano più attinenza diretta con il prodotto da pubblicizzare, ma puntavano all’efficacia comunicativa con lo scopo principale di stupire ed essere ricordate dal pubblico.

Leonetto Cappiello Manifesto pubblicitario 1904

Leonetto Cappiello Manifesto pubblicitario 1904

Adolf Hohenstein (1854 – 1928) pittore, pubblicitario, illustratore, scenografo e figurinista, benché tedesco può essere considerato uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano. Si stabilì a Milano intorno al 1880, lavorando come scenografo e come costumista per La Scala e per altri teatri. Nel 1889 iniziò a lavorare per le Officine Grafiche Ricordi, di cui divenne direttore artistico curandone sia la parte grafica sia la parte teatrale (scene e costumi per opere). Nel 1906 lasciò definitivamente Milano per tornare in Germania.

Adolf Hohenstein Manifesto pubblicitario 1900

Adolf Hohenstein Manifesto pubblicitario 1900

 

Giovanni Maria Mataloni (1869 – 1944) esponente del Liberty, è considerato uno dei padri del moderno cartellonismo italiano. Il suo primo manifesto è datato 1891. Ha collaborato con la Ricordi, la De Agostini, le edizioni del Dottor Chappuis di Bologna, l’editore Bocca di Torino, “L’Illustrazione Italiana” e lo Stabilimento Cromolitografico Alessandro Marzi di Roma. Tenne la cattedra di nudo presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma.

Giovanni Maria Mataloni Manifesto pubblicitario 1901

Giovanni Maria Mataloni Manifesto pubblicitario 1901

Giovanni Maria Mataloni Manifesto pubblicitario 1897

Giovanni Maria Mataloni Manifesto pubblicitario 1897

 

 

 

 

 

Fonti

Georg Fuchs, L’Exposition internationale des arts décoratifs modernes à Turin 1902, Alexander Koch Librairie des arts décoratifs, Darmstadt 1903

Catalogo Ufficiale dell’Esposizione, Torino 1902

Articoli L’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa a Torino in L’Illustrazione Italiana anno 1902

Vari articoli sul quotidiano La Stampa, maggio 1902

Rivista Arte Italiana Decorativa e Industriale n.7 Luglio 1902, Ulrico Hoepli, Milano – Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo

Siti Web

https://it.wikipedia.org/wiki/Casa-museo_di_Galileo_Chini (visitato 30 giugno 2017)