Architettura Liberty

Il liberty trovò nell’architettura il suo maggior successo, lasciandoci le testimonianze più significative della “nuova arte”. Il successo di questa corrente stilistica e la varia tipologia di edifici che sorse nei primi decenni del Novecento, valse in particolare alla città di Torino il titolo di «capitale italiana del liberty» in quanto presentava la maggior concentrazione di edifici liberty civili e industriali in Italia e ancora oggi vi si possono ammirare notevoli testimonianze architettoniche di quell’epoca.

Altri esempi di architettura liberty si possono tuttavia ammirare in molte altre località italiane in particolare a Palermo e Milano.

 

Raimondo D’Aronco

Raimondo D’Aronco nato a Gemona presso Udine nel 1857 aveva studiato a Venezia ed insegnato all’Accademia di Carrara, a Cuneo a Palermo e a Messina dove conobbe Ernesto Basile. Dopo sette anni di insegnamento di Architettura nell’Università di Messina fu chiamato a Costantinopoli (Istanbul). In Turchia lavorò come architetto per molti anni. In seguito al terremoto del 1894 fu architetto-capo incaricato dal sultano Abdul Hamid II della ricostruzione di Costantinopoli. Nel 1902 vinse il concorso per la costruzione dei padiglioni della Mostra di Torino.

 

Cartolina dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna del 1902 - 207 Graph. Geselisch., Berlin. PD tramite Wikipedia

Cartolina dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna del 1902 – 207 Graph. Geselisch., Berlin. PD tramite Wikipedia

 

Pietro Fenoglio

Liberty: Pietro Fenoglio

Pietro Fenoglio

Pietro Fenoglio (1865 – 1927) architetto e ingegnere torinese, è considerato uno dei più importanti interpreti del liberty e a Torino ha lasciato alcuni dei maggiori esempi di questo stile. Realizzò oltre trecento progetti per ville e palazzi, alcuni dei quali concentrati lungo corso Francia e vie adiacenti. L’opera di Fenoglio si caratterizza per il sapiente utilizzo dei colori pastello, per le decorazioni che alternano soggetti floreali a elementi geometrici e per il largo uso di cornici in litocemento accostato al ferro e al vetro.

Fenoglio fu tra gli organizzatori delle edizioni dell’Esposizione Internazionale del 1902 e del 1911 e fu tra i fondatori della rivista L’architettura italiana moderna.

Tra le sue opere più note si possono citare: il Villino Raby (1901), la Villa Scott (1902), la Casa Fenoglio-Lafleur (1902), la Casa Galateri, Casa Rey (1904), Casa Boffa/Costa (1904), Casa Macciotta (1904), Casa Balbis (1905), Casa INA (1906), Casa Guelpa (1907), le case popolari di via Marco Polo (1904).

Dopo il 1906 la sua attività di progettista si orientò anche al mondo dell’industria: la Conceria Fiorio (1900), lo Stabilimento Boero (1905), le Fonderie Ballada (1906), lo stabilimento automobilistico delle Officine Diatto (1907) e l’edificio del birrificio Bosio&Caratsch, con l’annessa villa padronale (1907). Fenoglio partecipò al vasto progetto del Villaggio Leumann, il quartiere operaio di Collegno dove realizzò il Cotonificio Leumann, le abitazioni per gli operai, la scuola e la chiesa di Santa Elisabetta. Nel Monferrato realizzò, insieme all’ing. Giovanni Antonio Porcheddu, il primo stabilimento della Eternit di Borgo Ronzone.

 Casa Fenoglio-Lafleur

Casa Fenoglio-Lafleur Torino

La chiesa del Villaggio Leumann a Collegno (Torino)

La chiesa del Villaggio Leumann a Collegno (Torino)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Battista Bossi

Giovanni Battista Bossi (1864 – 1924) nato a Novara progettò importanti edifici Liberty a Milano. Studiò  inizialmente pittura all’Accademia di Brera ma in seguito si iscrisse ad una scuola speciale di Architettura. Progettò molti edifici a Milano per conto dell’impresa edile del suocero Pietro Gadda (Casa Gadda, Casa Bossi, Edicola Gadda). La sua opera più significativa è Casa Galimberti che presenta una facciata riccamente decorata con piastrelle in ceramica dipinte con forme umane ed elementi vegetali. Degni di nota sono anche i balconi decorati realizzati in cemento e i balconcini in ferro battuto. Nel 1905 il Bossi fece parte della redazione dell’Architettura Italiana. Nel 1906 partecipò all’Esposizione Internazionale del Sempione per la quale progettò il  Padiglione della Pace.  La sua ultima opera fu il progetto della casa dei fratelli Conti in corso Magenta, ultimata nel 1913.

facciata di Casa Galimberti su via Sirtori. Foto di Michele Sacerdoti,

Facciata di Casa Galimberti su via Sirtori. Foto di Michele Sacerdoti, 18-6-2010. Licenza: Attribution

 

Giuseppe Sommaruga

Sommaruga

Giuseppe Sommaruga

Giuseppe Sommaruga (1867 – 1917) è stato l’architetto di maggior spicco del liberty milanese. Sommaruga univa la linea modernista a rigorosi criteri di funzionalità. Allievo dell’Accademia di Belle Arti di Brera si mise in luce vincendo il primo premio al concorso internazionale di architettura di Torino nel 1890, quando già era un professionista stimato. Nel 1891 vinse il concorso nazionale per il progetto dell’Ossario di Palestro che fu inugurato nel 1893.  Si affermò definitivamente con la realizzazione nel 1901-1903 del palazzo Castiglioni, attuale sede dell’Unione Commercianti di Milano.

Nel 1904 progettò il Padiglione italiano all’Esposizione Universale di St. Louis.

Per la grande Esposizione Internazionale del Sempione di Milano del 1906 il Sommaruga disegnò i giardini della piazza d’Armi e la elegante fontana che li ornava. Sempre del 1906 sono i progetti della Palazzina Samoiraghi a Milano e della Villa Galimberti a Stresa sul Lago Maggiore.

Nel 1907 realizzò la Villa Giuseppe Faccanoni a Sarnico (BG) sul Lago d’Iseo. Sempre a Sarnico realizzò altre due ville per membri della famiglia Faccanoni. Nel 1908 realizzò il progetto dell’Hotel Campo dei Fiori a Varese sul monte Tre Croci. Nel 1912 progettò la Villa Romeo Faccanoni a Milano, oggi clinica Columbus, internamente decorata da Alessandro Mazzucotelli.

 

Ossario di Palestro nel 1893

Ossario di Palestro nel 1893

Palazzo Castiglioni negli anni 1910

Palazzo Castiglioni negli anni 1910

Hotel Campo dei Fiori a Varese Particolare

Hotel Campo dei Fiori a Varese Particolare

Fronte Padiglione Italiano all'Esposizione di Saint Louis 1904

Fronte Padiglione Italiano all’Esposizione di Saint Louis 1904

Sebastiano Giuseppe Locati

Sebastiano Giuseppe Locati (1861 –1939) architetto milanese, raggiunse la notorietà tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecentoper le sue creazioni in stile eclettico e liberty.

Studiò all’Accademia di Brera e dopo il biennio di perfezionamento a Roma si trasferì a Parigi, dove si iscrisse alla Académie des beaux-arts.

Nel 1899 ottenne la nomina a professore presso l’Università di Pavia dove insegnò ornato e architettura, composizione architettonica e architettura pratica fino al 1935.

Nel 1906 fu incaricato della direzione artistica generale della sezione allestita al parco Sempione della grande Esposizione internazionale di Milano, dedicata all’apertura del nuovo tunnel ferroviario del Sempione: per essa disegnò l’ingresso principale con la riproduzione dei due imbocchi del tunnel, alcuni padiglioni, l’ingresso e il padiglione della Mostra nazionale di belle arti e l’edificio dell’Acquario, nel quale sono evidenti gli influssi della corrente architettonica secessionista ed è l’unico edificio della mostra che non sia stato demolito.

Facciata dell'Acquario di Milano

Facciata dell’Acquario di Milano

Ingresso della Mostra nazionale di belle arti, Milano, Expo 1906

Ingresso della Mostra nazionale di belle arti, Milano, Expo 1906

 

Ernesto Basile

Ernesto Basile

Ernesto Basile

Il palermitano Ernesto Basile (1857 –1932) è stato un celebre esponente del Modernismo internazionale e del Liberty. Nelle sue opere riuscì ad amalgamere la tradizione architettonica e decorativa dell’Italia meridionale e della Sicilia con le innovazioni del Modernismo internazionale.

Si laureò in architettura presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti di Palermo nel 1878.  Iniziò l’attività affiancando il padre Giovan Battista Filippo Basile, anche lui apprezzato architetto. Negli anni 80 visse a Roma dove era assistente del professor Enrico Guy nell’Università e viaggiò nel Nord Italia e all’estero, in particolare in Brasile.  Nel 1890 succedette al padre nella cattedra presso l’Accademia di Belle Arti  e nella Scuola di Ingegneria e Architettura. Dopo la morte del padre (1891) concluse l’opera più importante della Palermo ottocentesca, il Teatro Massimo che era stato iniziato dal padre in stile Classico sotto la direzione dell’architetto Giovanni Rutelli. In quel periodo iniziò la collaborazione con il pittore Ettore De Maria Bergler e con il mobiliere Vittorio Ducrot. I tre saranno i principali protagonisi del Liberty palermitano. Nel 1891 Basile realizzò i padiglioni per l’Esposizione Nazionale di Palermo.

Negli anni 90 progettò la Villa Bordonaro (1893-96), il palazzo Francavilla (1893-97), i chioschi Ribaudo e Vicari in piazza Verdi (1894 e 1897).

Nel 1898 compì un viaggio a Vienna dove ebbe modo di osservare e studiare le opere della Secessione viennese. E nel 1899 progettò il villino della famiglia  di imprenditori Florio a Palermo che fu il primo edificio in stile Liberty a comparire in Italia. Il Villino Florio, costruito all’intermo del Parco dell’Olivuzza, divenne famoso in tutta Europa; vi furono accolti illustri ospiti come  il Kaiser Guglielmo II e i reali d’Inghilterra Edoardo VII e la regina Alessandra. Il Basile volle rispecchiare soprattutto il gusto cosmopolita di Vincenzo Florio, amante dei viaggi, grande sportivo e organizzatore di eventi come la Targa Florio. Si avvalse della collaborazione di artisti come Ettore De Maria Bergler, Vittorio Ducrot, Salvatore Gregorietti, Giuseppe Enea. Gravemente danneggiato, soprattutto negli arredi interni, da un incendio doloso nel 1962 è stato reastaurato a cura della Soprintendenza, del Centro del restauro e del Centro di progettazione dell’assessorato regionale siciliano ai Beni culturali. Oggi ospita la sede di rappresentanza dell’UNESCO in Sicilia.

Villino Florio Licenza CC BY SA 3.0 Utente: Dedda71

Villino Florio Licenza CC BY SA 3.0 – Autore Foto: Dedda71

Il 1900 lo vede impegnato alla ristrutturazione di Villa Igiea a Palermo con la collaborazione del pittore Ettore De Maria Bergler per conto dell’industriale Ignazio Florio. Villa Igiea è oggi un grande albergo oggetto d’ammirazione da parte dei visitatori per la raffinata decorazione e per le policrome architetture.
Seguirono il Palazzo Utveggio (1901) e i padiglioni della Prima Esposizione Agricola Regionale (1902).

Nel 1903 realizzò a Palermo la propria casa che chiamò “Villino Ida” per dedicarla alla moglie Ida Negrini, il cui arredamento fu realizzato dalla Ditta Ducrot. Oggi la casa è proprietà della Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

In quei primi anni del 900 realizzò molte altre opere tra le quali ricordiamo Villino Fassini, Villino Monroy e la Villa dei principi Deliella (abbattuta nel 1959) il villino Ugo (1908), il Palazzo della Cassa di Risparmio di Palermo.

Nel 1910 progettò a Palermo il Villino Lentini le cui facciate sono decorate a motivi floreali dal pittore Rocco
Lentini. Nel 1912 progettò, sempre a Palermo, il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia. Del 1913 è il progetto del Kursaal Biondo e del 1916 quello del chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo (1916). Nel 1914 realizzò il Palazzo Municipale di Reggio Calabria (Palazzo San Giorgio).

Palazzo San Giorgio Reggio Calabria

Palazzo San Giorgio Reggio Calabria Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons

 

 

Chiosco Ribaudo di Piazza Castelnuovo a Palermo

Chiosco Ribaudo di Piazza Castelnuovo a Palermo

 

Tra il 1922 e il 1928 realizzò a Palermo la Chiesa di Santa Rosalia su commissione della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore. Nel 1924 progettò il Villino Gregorietti a Mondello per il pittore Salvatore Gregorietti.

Basile lavorò molto anche a Roma dove eresse alcune dimore signorili (villa Villegas, palazzina Vanoni, villa del marchese di Rudinì) e costruì l’ala nuova di Montecitorio con l’aula della Camera dei Deputati (1902-1918). A Basile si deve anche il grande salone detto “Transatlantico”, caratterizzato dal pavimento in marmo siciliano, che deve il nome alla somiglianza dell’arredo in particolare i lampadari a quello delle grandi navi passeggeri d’inizio Novecento. Con Basile collaborarono  Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste, autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore.

A Messina Basile realizzò diverse opere per la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1908; in particolare la Piazza del Popolo (oggi Piazza Lo Sardo) e il palazzo della filiale della Cassa di Risparmio.
Tra le opere realizzate in altre località siciliane ricordiamo  il Teatro Sociale (1899-1905) e la fattoria modello del barone Gangitano (1898-99) a Canicattì, la villa Manganelli a Catania (1907-13), il palazzo Bruno di Belmonte a Ispica (1906), la Centrale elettrica di Caltagirone (1907).

Nel corso della sua carriera partecipò a numerose esposizioni sia come progettista di padiglioni, sia come espositore spesso insieme alla ditta palermitana Ducrot, e allo scultore Antonio Ugo. Nel 1902 è presente a Torino, nel 1906 a Milano, dal 1903 al 1909 alle Biennali di Venezia.

A Milano, per l’Esposizione Internazionale del 1906 o del Sempione, curò il Padiglione della Navigazione Generale Italiana del siciliano Ignazio Florio per il quale ottenne il Diploma d’Onore Oltre a modelli e disegni dei piroscafi della compagnia vi era la ricostruzione degli  ambienti di un transatlantico per i passeggeri di prima classe. La sala da pranzo, quella di musica, la sala di conversazione, quella di ritrovo per i bimbi, alcune cabine. C’era anche la “cabina Marconi” con gli apparecchi radio-telegrafici in funzione e in grado di comunicare con la stazione radio-telegrafica installata nel Padiglione del Ministero della Guerra. L’arredamento era stato realizzato su disegni dello stesso Basile. Le decorazioni erano dei pittori Grosso, Terzi e De Maria.

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L'aula di Montecitorio progettata da Ernesto Basile - © Presidenza della Repubblica

L’aula di Montecitorio progettata da Ernesto Basile – © Presidenza della Repubblica. Tramite Wikimedia Commons

 

 

 

Fonti

Georg Fuchs, L’Exposition internationale des arts décoratifs modernes à Turin 1902, Alexander Koch Librairie des arts décoratifs, Darmstadt 1903

Regione Siciliana Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione – Soprintendenza per i Beni Culturali e ambientali di Palermo, I Florio e la Targa. Il recupero del Villino Florio all’Olivuzza in Palermo, Dicembre 2009. Stampa Lussografica Caltanissetta.

Dispar et Unum : 1904-2004. I cento anni del villino Basile / a cura di Eliana Mauro e Ettore Sessa. – Palermo : Grafill, 2006
(Tracce di Palermo ; 9) ISBN 88-8207-223-1

Album Ufficiale Esposizione di Milano 1906, Milano : Foto-Eliografica

Emporium, Rivista mensile illustrata d’Arte, Letteratura, Scienze e Varietà, Raccolta anno 1917, Istituto italiano d’arti grafiche, Bergamo 1918

 

Siti Web

http://www.italialiberty.it/

http://unescosicilia.it/wp/

http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/

https://it.wikipedia.org/wiki/Villino_Florio

https://it.wikipedia.org/wiki/Liberty_a_Milano

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