La ricostruzione della città di Messina

La ricostruzione della città di Messina colpita il  28 dicembre 1908 da un devastante terremoto, seguito da uno tsunami, che la rase al suolo facendo decine di migliaia di vittime, non fu un fatto scontato essendo stata messa in campo anche l’ipotesi di cancellarla del tutto facendone solo una base navale. Ipotesi meno radicale era quella di ricostruirla in un altro posto. Dopo accese discussioni prevalse la scelta di ricostruire la città nello stesso posto in cui era sempre stata. A tal fine il Parlamento italiano emanò severe prescrizioni antisismiche dettate da una Commissione nominata dal governo. L’incarico di redigere il nuovo piano urbanistico fu affidato al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Luigi Borzì, il cui progetto fu approvato alla fine del 1911. L’attuazione del piano si protrasse per trent’anni: fino al 1922 sotto la direzione dell’Unione Edilizia Messinese e in seguito sotto la direzione del Ministero dei Lavori Pubblici. Il piano, per soddisfare le diposizioni antisismiche si basava su una pianta ortogonale con disposizione a scacchiera degli edifici (isolati), con palazzi di due o tre piani, lunghe strade diritte e larghe che si intersecavano ad angolo retto. In aggiunta ai validi tecnici locali giunsero in città numerosi architetti e ingegneri, molti dei quali portatori di nuove idee in architettura che vedevano nella ricostruzione della città anche un’opportunità per sperimentarle in piena libertà.

Fin dai primi anni sorsero molti palazzi in stile  liberty o tardo liberty che tuttora, nonostante le molte, troppe, demolizioni, influenzano il disegno urbano della città. Lo stile architettonico liberty sviluppatasi durante la ricostruzione fu più o meno fortemente influenzato dall’eclettismo. Non mancarono gli architetti propugnatori di stili differenti con elementi rinascimentali, neoclassici e  riminescenze del Settecento messinese, fino al monumentalismo del regime fascista e al  razionalismo italiano. Tutti i progettisti tuttavia dovevano adattare le loro idee alla rigida normativa antisismica che interveniva anche sulla scelta dei materiali imponendo il cemento armato. Non meno vincolanti erano gli interessi di un ceto affaristico di costruttori, appaltatori e speculatori di vario genere che si agitava intorno ai finanziamenti per la ricostruzione.

Ernesto Basile

Ernesto Basile, siciliano, esponente di primo piano del modernismo internazionale e del Liberty, per la ricostruzione della città di Messina dopo il terremoto del 1908 realizzò diverse opere; in particolare la Piazza del Popolo (oggi Piazza Lo Sardo) e il palazzo della filiale della Cassa di Risparmio.

Messina Cassa di Risparmio

Messina Cassa di Risparmio

Piazza del Popolo (Piazza Lo Sardo)

Piazza del Popolo (Piazza Lo Sardo)

 

Gino Coppedè

Il fiorentino Gino Coppedè (1866-1927) era un artista eclettico che sviluppava un proprio stile ornamentale che coincideva, nella scelta di alcuni motivi, con i caratteri più immediati dello stile Liberty. I suoi interventi di edilizia privata nella ricostruzione della città di Messina si concentrarono sul corso Garibaldi, principale arteria della città nel Novecento. Risanato il corso Garibaldi, Coppedè si occupò dei progetti per la Piazza del Duomo e del palazzo più famoso lì situato, Palazzo Zodiaco (Palazzo Arena) che con le sue decorazioni che richiamano al medioevo, è diventato uno dei principali punti di riferimento della città.

Altri importanti palazzi da ricordare sono quelli  siti in via Cardines:il  palazzo Api, il palazzetto Coppedè, il palazzo Cerruti Bisazza o Palazzo del Granchio con bifore incorniciate da decorazioni neogotiche,  il palazzo Magaudda, sito in via Cesare Battisti, con disegni a graffito policromo.

Una delle opere maggiori di Coppedè a Messina, rimane senz’altro il palazzo Tremi (o palazzo del Gallo).

Coppedè Palazzo Magaudda

Coppedè Palazzo Magaudda (foto d’epoca)

Coppedè Palazzo Cerruti Bisazza o del Granchio

Coppedè Palazzo Cerruti Bisazza o del Granchio (foto d’epoca)

Palazzo Zodiaco e Fontana di Orione

Fontana di Orione con il Palazzo dello Zodiaco sullo sfondo

Vecchia foto di Palazzo Tremi

Vecchia foto di Palazzo Tremi

Camillo Puglisi Allegra

Nella ricostruzione della città di Messina, importanti furono le opere del messinese Camillo Puglisi Allegra (1884-1961) in particolar modo la Galleria Vittorio Emanuele III, che meglio di altre opere rispecchia l’eclettismo del suo autore. La Galleria fu costruita tra il 1924 e il 1929. Alle decorazioni lavorarono gli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, i quali s’ispirarono, insieme a Puglisi Allegra, al Settecento siciliano

Altre opere da lui realizzate per la ricostruzione della città di Messina sono Palazzo della Camera di Commercio e Borsa, Villa Roberto (rifacimento), Palazzo Salvato, Villa Tricomi in stile neorinascimentale,  Istituto Magistrale, Casa di cura Cappellani,  Cavalcavia della Stazione Ferroviaria, Progetto Chiesa di San Clemente

Cesare Bazzani

Cesare Bazzani (1873 –1939) è stato uno dei maggiori e più prolifici artefici dell’architettura pubblica italiana del primo Novecento, particolarmente in età fascista. A Messina progettò opere eclettiche con elementi liberty come il palazzo del Governo. Suoi sono anche i progetti della Chiesa del Carmine e della Chiesa di Santa Caterina Valverde che richiamano lo stile settecentesco tipico della città di Messina prima delle distruzioni del terremoto

 

Chiesa del Carmine

Chiesa del Carmine

 

La ricostruzione della città di Messina Santa Caterina Valverde

Chiesa di Santa Caterina Valverde

 

Palazzo del Governo

Palazzo del Governo

Marcello Piacentini

Marcello Piacentini (1881 –1960) è stato un architetto e urbanista protagonista sulla scena dell’architettura italiana nel trentennio 1910-1940, assumendo la figura di massimo rappresentante del monumentalismo di regime. Per la rcostruzione della città di Messina progettò l’edificio del Tribunale.  Il progetto fu approvato nel 1912 ma a causa della guerra i lavori furono sospesi per riprendere nel 1923. Lo stile architettonico si ispira a modelli neoclassici tedeschi, in particolare alla Porta di Brandeburgo, e all’architettura dei templi dorici siciliani. I lavori furono ultimati nel 1927 e l’inaugurazione avvenne nel 1928.

Sull’attico dell’edificio è posta la grande quadriga condotta dalla dea Minerva realizzata dal faentino Ercole Drei (1886 –1973) in lega di bronzo e alluminio.

Antonio Zanca

Il palermitano Antonio Zanca (1861 – 1958) allievo di Giuseppe Damiani Almeyda e assistente alla sua cattedra universitaria, è stato uno degli ultimi interpreti del classicismo ottocentesco. Fra le sue opere più celebri a Palermo sono il Policlinico e il complesso universitario di Via Archirafi. Per la ricostruzione di Messina progettò il Municipio, detto anche Palazzo Zanca. I lavori iniziarono nel 1914 e si conclusero nel 1924. La costruzione è in stile neoclassico e si estende per una superficie di circa 12.000 m².

Sulla facciata si possono vedere alcune sculture legate alla simbologia cittadina e numerose lapidi che ricordano gli eventi più importanti che hanno interessato la città. In uno dei due prospetti laterali sono collocati due bassorilievi raffiguranti Dina e Clarenza, mentre sul lato opposto si trova un ingresso porticato con antistante la fontana Senatoria del 1619. Il lato posteriore si affaccia su piazza Antonello (dove si affacciano anche il Palazzo della Provincia, la Galleria Vittorio Emanuele e il Palazzo delle Poste) con un portico ornato da bassorilievi eseguiti da maestranze locali. All’interno del Palazzo vi sono resti di cinta murarie della Magna Grecia

Giuseppe Samonà

Giuseppe Samonà (1898 –1983) è stato architetto, urbanista e uomo politico. Nato a Palermo è stato fra i maggiori architetti italiani del Novecento.

Laureatosi presso l’Università di Palermo nel 1922, fu docente dal 1927 all’Università di Messina , dal 1931 al 1936 all’Università Federico II di Napoli e dal 1936 al 1971 all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dove fondò la cosiddetta “Scuola di Venezia”.

Fra gli i suoi progetti più importanti ricordiamo il Centro Traumatologico Ospedaliero di Bari (1948), Villa Scimemi a Palermo (1950), l’attuale Palazzo dell’Enel di Palermo, un tempo “Edificio Sges” (1961), l’edificio sede della Banca d’Italia a Padova, il Municipio di Gibellina (1971) e il Teatro Popolare di Sciacca (1974). Dal 25 maggio 1972 al 4 luglio 1976 è stato Senatore della Repubblica eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano in Veneto, e iscritto al Gruppo della Sinistra Indipendente.

Fra i suoi progetti per la ricostruzione della città di Messina, quello del 1929 approvato nel 1931, prevedeva la ricostruzione dello scenario portuale della città con la cosiddetta “Palazzata” o “Teatro marittimo”. La Palazzata, realizzata nel Settecento da Simone Gullì era stata danneggiata dal terremoto del 1783 e ricostruita nei primi decenni dell’Ottocento in stile neoclassico su progetto dell’architetto Giacomo Minutoli con interventi di Francesco Saverio Basile, Antonio Tardì, Francesco Sicuro, Giuseppe Venanzio Marvuglia. Il terremoto del 1908 l’aveva nuovamente distrutta.

Messina Il porto con la Palazzata settecentesca di Simone Gullì

Messina Il porto con la Palazzata settecentesca di Simone Gullì

 

Messina Palazzata ottocentesca di Giacomo Minutoli

Messina Palazzata ottocentesca di Giacomo Minutoli

Il nuovo progetto prevedeva una cortina di tredici edifici in stile neoclassico collegati da porte monumentali. La ricostruzione della Palazzata si protrasse fino agli anni 60 ma furono solo pochi edifici ad essere costruiti secondo il progetto approvato. Inizialmente al  progetto partecipavano oltre al Samonà gli architetti siciliani Camillo Autore, Raffaele Leone e Guido Viola.

Tra gli edifici della Palazzata realizzati dai suoi progettisti vi sono il Palazzo dell’INA (Guido Viola), Il Palazzo del Banco di Sicilia (Camillo Autore) e la Casa Littoria (oggi Palazzo del Catasto, Giuseppe Samonà), il Palazzo INAIL (Samonà e Viola).

 

Messina La Palazzata oggi

Messina La Palazzata (Cortina del Porto) oggi

Palazzo del Banco di Sicilia

Palazzo del Banco di Sicilia (Camillo Autore)

Francesco Barbaro

L’ingegner Francesco Barbaro era il capo dell’Ugfficio Tecnico dell’Arcivescovado e fu l’autore di diversi progetti per luoghi di culto nell’ambito della ricostruzione della città di Messina. Il sacrario di Cristo Re fu edificato sui resti della Rocca Guelfonia della quale conserva una delle torri. Progettato da Francesco Barbaro nel 1937, richiama lo stile dell’architetto messinese del Settecento Filippo Juvara, in particolare la basilica di Superga a Torino.

Alla Basilica di Superga si ispira anche la Chiesa di S. Antonio Abate progettata dallo stesso Barbaro.

Progettata dell’ing. Francesco Barbaro, all’ingresso del Porto di Messina sul torrione dell’antico forte San Salvatore, fu eretta la stele a pianta ottagonale, alta 35 metri, della Madonna della Lettera. La colonna in cemento armato, rivestita in pietra di Trapani, è sormontata dalla Statua della Madonna opera dello scultore Tore Calabrò.

 

Sacrario Cristo Re

Sacrario di Cristo Re

 

Stele della Madonna della Lettera

Stele della Madonna della Lettera

 

Altre opere pubbliche

L’ex Palazzo delle Poste in Piazza Antonello fu costruito nel 1915 con decorazioni in stile Liberty, progettato dall’architetto senese Vittorio Mariani. Nel 2003 il Palazzo è stato venduto all’Università di Messina che lo ha adibito a sede amministrativa.

Ex Palazzo delle Poste

Ex Palazzo delle Poste

Sulla stessa Piazza Antonello insiste il Palazzo della Provincia o Palazzo dei Leoni costruito nel 1914 dall’architetto Alessandro Giunta in stile eclettico neoclassico con elementi rinascimentali. Le pareti erano state decorate da D’Arrigo e Ettore Lovetti con stucchi ispirati allo stile rinascimentale italiano. Lo scultore messinese Scarfì aveva modellato le cariatidi sotto il soffitto. Fregi e figurazioni eseguite dal pittore Gaetano Corsini e dai decoratori Di Stefano e Bonsignore ornavano le grandi vetrate. Il tutto era molto bello, ma nei primi anni ’60 fu soggetto ad una radicale ristrutturazione.

Palazzo della Provincia prima della ristrutturazione

Palazzo della Provincia prima della ristrutturazione

Il Palazzo della Dogana, ultimato nel 1914, fu realizzato dall’igegnere messinese funzionario del Genio Civile Giuseppe Lo Cascio. La costruzione è costituita da una successione di essenziali corpi di fabbrica con sporadiche decorazioni ispirate al floreale come le pensiline in ghisa e i cancelli .

Palazzo della Dogana

Palazzo della Dogana

Gino Peressutti di Gemona, conosciuto per il suo intervento a Cinecittà svolto tra il 1935 e il 1937, progettò a Messina la sede dell’INPS tra il Duomo e l’ingresso del Municipio adottando uno stile  a metà strada tra il liberty siciliano del Basile e l’architettura eclettica. L’edificio, completato nel 1926, è formato da due corpi di fabbrica collegati da una galleria coperta da una struttura in metallo e vetro.

Ricostruzione della città di Messina Palazzo INPS

Palazzo ex INPS

 

A Mariano Cannizzaro fu affidato il progetto dell’Intendenza di Finanza. L’edificio si rifà all’architettura classica con colonne doriche e capitelli ionici mescolati con elementi  funzionali e stucchi che nascondono l’uso del cemento armato.

L’ingegnere Giuseppe Botto, genovese, curò il progetto dell’Università approvato dal Consiglio dei Lavori Pubblici nel 1913. Il progetto prevedeva un edificio centrale ospitante il Rettorato, collegato per mezzo di passaggi coperti a sette corpi di fabbrica che ospitano le sedi delle diverse facoltà. Allo scoppio della prima guerra mondiale i lavori furono sospesi. L’opera sarà ultimata nel 1927  dall’ingegnere Giuseppe Cormayer.

La nuova stazione ferroviaria di Messina Centrale venne riedificata nel 1939 su progetto dell’architetto Angiolo Mazzoni come la contigua  stazione di Messina Marittima. Angiolo Mazzoni è anche l’autore della Stazione Termini di Roma. Nella galleria della Stazione Marittima fu realizzato un grande mosaico, una allegoria di Mussolini e della Sicilia, disegnato da Michele Cascella.

I padiglioni della Fiera furono progettati nel 1937 dagli architetti Adalberto Libera e Mario De Renzi ma furono duramente colpiti dai bombardamenti nel 1943. Il quartiere fieristico sarà ricostruito dopo la guerra  con interventi degli architetti Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano.

La chiesa di San Francesco dei Mercanti è stata realizzata intorno al 1930 in sostituzione della preesistente chiesa da Giuseppe Mallandrino in uno stile gotico dalle linee essenziali.

 

Edilizia popolare

La ricostruzione della città di Messina fu una occasione anche per ripensare l’abitare nei quartieri popolari. Il Quartiere Lombardo deve il suo nome al fatto che, dopo il terremoto del 1908, questa zona della città venne ricostruita con abitazioni, botteghe, orfanatrofio ed asilo infantile, con soldi donati da cittadini della regione Lombardia e del Piemonte per iniziativa dell’ Opera Pia Lombarda a Messina con progetti degli architetti Cesare Nava e Carlo Broggi. Numerose vie al suo interno hanno il nome di città lombarde. Le palazzine semplici ma non misere furono dotate di graziose decorazioni e di cortili interni provvisti di vegetazione.

Case Lombarde in una vecchia foto

Case Lombarde in una vecchia foto (restaurata)

Nella stessa area piacevoli case popolari furono fatte costruire e donate alla città da Giuseppe Feltrinelli, negoziante lombardo, che a Messina visse per 25 anni.

Soluzioni simili a quelle del Quartiere Lombardo furono adottate per le case destinate ai dipendenti delle FF.SS edificate nella stessa zona.

Palazzine dei ferrovieri

Palazzine dei ferrovieri

Un bel complesso di edilizia economica fu realizzato nel Fondo Basicò con uno stile tutt’altro che banale e che si ritiene porti il segno di Camillo Puglisi Allegra.

 

Altri edifici

Esistono o sono stati demoliti negli anni settanta e ottanta numerosi altri palazzi in stile Liberty di artisti messinesi e non messinesi.

Il Cinema Teatro Peloro in stile eclettico-liberty messinese, opera dell’architetto Achille Manfredini è stato demolito negli anni settanta.

Il cinema Trinacria, demolito,  riecheggiava nel disegno della facciata le linee della Basilica di San Marco.

Cinema Trinacria demolito

Cinema Trinacria demolito

Cine Teatro Peloro - Demolito

Cine Teatro Peloro demolito

 

Nuovi Monumenti

Il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, nella Piazza del Municipio, fu realizzato nel 1936 dallo scultore palermitano Giovanni Nicolini.

Il campanile del Duomo  fu progettato sui disegni di quello settecentesco crollato per il terremoto del 1783. La sua realizzazione fu affidata  all’architetto Francesco Valenti e all’ing. Giannelli. Alto circa 60 metri, a forma di torre con tetto a cuspide, alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore con arco a sesto tondo, contiene un orologio animato realizzato dalla ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933.

Edifici storici e monumenti recuperati

Il patrimonio artistico fu gravemente compromesso dal terremoto e in parte andò perduto per sempre. In alcuni casi le esigenze generali della ricostruzione del tessuto urbano portarono alla scelta di sacrificare edifici storici interamente o in parte.
Lìopera di ricostruzione più impegnativa riguardò il Duomo, la cui ricostruzione fu realizzata  negli anni venti con il recupero di quasi tutte le opere d’arte. L’interno era stato decorato su disegni di Aristide Sartorio ma le decorazioni andarono distrutte per l’incendio causato dai bomabrdamenti del 1943.

Tra gli edifici di culto seriamente danneggiati vi era la chiesa dell’Annunziata dei Catalani o chiesa di Santa Maria Annunciata di Castello a Mare. Si tratta di una costruzione d’epoca bizantina  rimodulata tra il XII e il XIII secolo sotto il regno dei Normanni. Verso la fine del XV secolo divenne sede della Confraternita dei mercanti catalani. Il prospetto, rivolto verso la piazzetta Lepanto venne demolito durante i lavori di ricostruzione  poiché il nuovo piano regolatore prevedeva l’ampliamento della strada. 

Annunziata dei catalani

Annunziata dei catalani

 

Giuseppe Picciolo

 

 

Glossario

In architettura l’eclettismo definisce quelle architetture che mescolano elementi ripresi da diversi movimenti storici ma anche esotici e contemporanei.

Il razionalismo italiano è una corrente architettonica che si è sviluppata in Italia negli anni venti e anni trenta del XX secolo in collegamento con il Movimento Moderno internazionale, seguendo i principi del funzionalismo, proseguendo sino agli anni settanta.

Il monumentalismo dalle forti caratterizzazioni scenografiche, era sostenuto dal Fascismo nell’intento di diffondere i propri ideali tra le masse e trasmettere quindi l’idea di grandezza del regime.

La bifora è un tipo di finestra. È divisa verticalmente in due aperture, separate da una colonnina o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.

“Sesto” è l’antico nome del compasso. L’arco a tutto sesto (bifore del campanile del Duomo) o semicircolare è un tipo di arco contraddistinto da una volta a semicerchio.

L’architettura neorinascimentale si sviluppò a partire dal XIX secolo, parallelamente al Neoclassicismo e al Neogotico, riprendendo l’apparato formale dell’architettura rinascimentale. Le sue caratteristiche sono la ricerca della simmetria, la presenza di uno o più cortili e l’uso di elementi decorativi desunti dall’epoca rinascimentale.

 

 

Fonti

Franco Chillemi, Il centro storico di Messina. Strutture urbane e patrimonio artistico., EDAS, Messina 1999

G. Laura Di Leo,Massimo Lo Curzio, Messina, una città ricostruita: materiali per lo studio di una realtà urbana, Edizioni Dedalo, Bari 1985

Archivio Storico del Corriere della Sera
29 febbraio 1911, 6 giugno 1912

Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Liberty_a_Messina    (visitato 1/07/2017)

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giacomo_Minutoli (visitato 1/07/2017)

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Simone_Gull%C3%AC (visitato 1/07/2017)

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giuseppe_Samon%C3%A0 (visitato 1/07/2017)

https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Piacentini

https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Copped%C3%A8

https://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Puglisi_Allegra

https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Zanca

Rivista online della Fondazione Res Anno V – n° 1 – Gennaio 2013  Giuseppe Campione  Messina “fatta e disfatta ad ogni colpo di remo”    http://www.strumentires.com/

Fotografie di Pubblico Dominio da Wikimedia Commons
Altre foto: Giuseppe Picciolo, Giovanna Picciolo, Emilia De Salvo, Eugenio Picciolo