Il Regno di Axum

Il Regno di Axum, o Aksum, fu un importante regno situato nell’Africa centro-orientale, del quale si ha notizia a partire dal IV secolo a.C., che raggiunse l’apice della sua potenza verso il IV secolo d.C. Il regno di Axum aveva un suo linguaggio scritto chiamato Ge’ez. La sua origine si fa risalire alle comunità semitiche che, emigrate dall’Arabia sull’altopiano etiopico intorno ai sec. VI-V a. C., avevano costituito piccole entità politiche. Il regno comprendeva originariamente l’odierna Eritrea, parte del Tigrè e la vallata del Barca. Dal 305 al 30 a.C., all’epoca dei Tolomei, subì un processo di ellenizzazione da parte delle collettività greco-egiziane che si erano installate in vari centri costieri del Mar Rosso. Dal I secolo a.C. fino al I secolo d.C., la regione di Axum divenne progressivamente parte dell‘asse commerciale stabilito da Roma lungo il Mar Rosso e la parte settentrionale dell’oceano Indiano, fino all’India. Nel III secolo d.C. Axum iniziò ad allargare il proprio raggio d’azione all’Arabia meridionale.

Al culmine della sua potenza, nei primi secoli dell’era cristiana, il regno di Axum comprendeva zone dell’odierna Eritrea, dell’Etiopia, dello Yemen, dell’Arabia Saudita meridionale, della Somalia occidentale, del Gibuti e del Sudan settentrionale. La capitale era Axum, oggi situata nella zona settentrionale dell’Etiopia. Altre città importanti erano Yeha, Hawulti, Matara, Adulis e Qohaito, le ultime tre delle quali si trovano oggi in Eritrea.

Axum fu uno stato multietnico e multiculturale. Fu luogo d’incontro per una grande varietà di culture: Egiziana, Nubiana, Araba e Indiana. Le maggiori città axumite erano una commistione di cristiani, ebrei, musulmani e minoranze buddhiste.

Fra i monumenti più noti e significativi sono le stele di pietra, dette anche “obelischi” di varia fattura che erano monumenti funerari o celebrativi, i “troni” fatti costruire dai re Axumiti per commemorare le loro vittorie consistenti in lastre di pietra lavorata su cui poggiano blocchi fungenti da seggi, i monasteri costruiti in posizioni impervie (ambe), le chiese scavate nella roccia.

Axum

Axum

I re axumiti avevano il titolo ufficiale di Re dei Re (nella moderna lingua etiope Negūs Neghesti).

Il primo Re di cui si hanno notizie fu Zoskales (intorno all’anno 100).

Endubis (circa 270 – 300 d.C.) fu il primo re di Axum a battere moneta. Le monete di Endubis erano in oro e argento.

Afilas o Aphilas (inizio del IV secolo) è noto anche lui grazie alle monete che ha coniato, caratterizzate da un notevole numero di varianti grafiche.

Ezanà o Aezana (330-356) è forse il meglio conosciuto di tutta la dinastia axumita. Fu lui ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato, pur non conformandosi ai dogmi del tempo, né riconoscendo l’imperatore romano o i patriarchi come autorità superiori.

Ezanà fu convertito al Cristianesimo dal proprio tutore giovanile, il siriano cristiano Frumenzio, che sarà il primo capo della Chiesa Copta Etiope. Dallo scisma con Roma che seguì il Concilio di Calcedonia (451), la Chiesa Copta Etiope divenne una delle più importanti Chiese cristiane monofisite.

Frumenzio

Frumenzio

Ezanà avviò anche molte campagne militari, che fece ricordare nelle proprie iscrizioni. Si attribuiscono a questo sovrano l’edificazione di numerosissimi edifici e obelischi, oltre che l’omonima Stele situata nella città di Axum. La pietra di Ezanà è una pietra monumentale che documenta la conversione di re Ezanà al Cristianesimo, e la sottomissione di vari popoli confinanti.

Del IV secolo è il Monastero di Debra Sina, più antico monastero in Eritrea e uno dei più antichi in Africa. Si trova vicino a Keren nella regione di Anseba, non lontano da Asmara. È meta di un pellegrinaggio annuale in quanto luogo dove una pastorella avrebbe avuto la visione di Maria. Il pellegrinaggio si concentra in una chiesa costruita nella roccia sulla quale sarebbe apparsa la Madonna.

Chiesa nella roccia di Debra Sina

Chiesa nella roccia di Debra Sina

Kaleb di Axum, o Elesbaan è ricordato per le sue campagne militari volte a espandere la fede cristiana nell’area del Corno d’Africa, del Sudan e del sud dell’Arabia. Fondatore del Monastero di Debre Damo che si trova su una montagna isolata (amba) situata nella parte settentrionale della regione del Tigrè, poco distante dalla città di Axum.

Monaco Ortodosso Etiope del Monastero di Debre Damo con una Bibbia illustrata

Monaco Ortodosso Etiope del Monastero di Debre Damo con una Bibbia illustrata

Kaleb di Axum è venerato come santo (S. Elesbaan ) dalla Chiesa ortodossa etiope, dalle Chiese ortodosse orientali e dalla Chiesa cattolica. La ricorrenza si festeggia il 24 ottobre per gli ortodossi, il 27 ottobre per i cattolici.

S. Elesbaan e Santa Ifigenia di Nubia

S. Elesbaan e Santa Ifigenia di Nubia

Ashama ibn Abjar (prima metà del VII secolo), fu sovrano di Axum durante la predicazione di Maometto, e per questo ben documentato da storiografi e scrittori di lingua araba.

Kwestantinos o Kostantinos (metà del VII secolo),è l’ultimo monarca attestato.

Nel VII secolo, il regno entrò in un lento ma inesorabile declino, come dimostra la cessazione di produzione monetaria avvenuta nel VII secolo. Il mondo arabo-islamico, avendo preso il pieno controllo di tutto il mar Rosso e di gran parte del corso del Nilo, costrinse il sempre più debole regno axumita all’isolamento economico. Comunque, quest’ultimo continuò ad avere rapporti molto buoni con tutti i vicini musulmani. La totale dissoluzione si ebbe con l’invasione della regina ebrea (o forse pagana) Gudit (conosciuta anche con il nome di Giuditta) nel IX-X secolo, che fece sprofondare l’intera regione in un periodo buio del quale si sa molto poco, fino alla venuta della dinastia Zagwe o Zaguè.

La dinastia Zagwe ha regnato in Etiopia da circa il 1137 al 1270. Il suo re più noto fu Ghebrè Mascal Lalibelà che governò all’inizio del XIII secolo ed è noto per la costruzione delle monolitiche chiese in pietra scolpite nella roccia.

https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Churches_in_Lalibela?uselang=it

La capitale del Regno che si chiamava Roha è stata successivamente rinominata Lalibela. Lalibela è oggi una delle città più sacre dell’Etiopia, seconda solo ad Axum, e un centro di pellegrinaggi e sito archeologico. La popolazione di Lalibela è quasi completamente cristiana ortodossa etiope. Quello di Zagwe è stato uno dei periodi artisticamente più creativi della storia etiope. Il centro nevralgico del regno si era spostato più a sud rispetto al vecchio dominio Axumite.

La dinastia Zagwe fu sostituita con la rinata dinastia salomonica sotto Yekuno Amlak. La Dinastia Salomonica discenderebbe da Menelik I (Bayna-Lehkem), figlio di Re Salomone (nato nel 1011 a.C. circa) e della Regina di Saba (Machedà). Secondo la tradizione etiope Menelik I portò ad Axum da Gerusalemme l’Arca Santa (Arca dell’Alleanza) e il Tabernacolo. I religiosi etiopici della cattedrale di Nostra Signora Maria di Sion ad Axum sostengono di conservare ancora l’Arca; tale affermazione non può però essere verificata in quanto, essi dicono, l’Arca è un oggetto così sacro che a nessuno può essere permesso di vederla.

Antica rappresentazione dell'Arca dell'Alleanza

Antica rappresentazione dell’Arca dell’Alleanza

La dinastia Salomonica aveva il suo cuore negli altipiani centrali e settentrionali. I due popoli dominanti erano l’Amhara degli altipiani centrali e il Tigray degli altopiani settentrionali e si confrontava con l’influenza crescente dei popoli musulmani che vivevano tra il bordo orientale delle alture, il Mar Rosso e il golfo di Aden.

 

 

 

Note

Amba: il termine amba in amarico denomina una generica altura dalla cima piatta. Il termine indica anche una fortezza montana.

 

 

Fonti

Federal Research Division Library of Congress, Ethiopia a country study,  Edited by Thomas P. Ofcansky e La Verle Berry, Luglio 1991

Bent James Theodore,  Müller David Heinrich, Garso John George,  The sacred city of the Ethiopians; being a record of travel and research in Abyssinia in 1893, Longmans, Green, and co , London, New York, 1893

Archivio storico del Corriere della sera

Archivio storico del quotidiano La Stampa

Diverse pagine Wikipedia