La Moda al tempo della Belle Epoque

Nella moda femminile della Belle Epoque si verificò un deciso cambiamento rispetto al periodo precedente. Si affermava un nuovo  stile che si caratterizzava per un gusto per le linee sciolte, le curve continue, i merletti, oscillando tra il lusso esagerato e il desiderio di semplicità.

Si faceva ricorso a nuovi tipi di tessuti ottenuti con procedimenti e macchinari innovativi.

Rispetto ai periodi precedenti, nella moda della Belle Epoque vennero introdotte numerose tipologie diverse di abiti, corrispondenti alle diverse funzioni, alle diverse occasioni e ai diversi momenti della giornata.

Il ruolo di Parigi era centrale, soprattutto per i tessuti e gli accessori della moda femminile.

Tra gli anni 1880 e 1910 la gonna perdeva gradualmente la larghezza e diventava gradualmente più stretta e aderente assumendo una forma a tromba o a giglio, la parte alta del corpo andava snellendosi, il colletto alto si abbassava, le spalline diventavano più piccole, le maniche si facevano più aderenti alle braccia. Gli abiti erano adornati di pizzi, ricami e perline spesso con motivi floreali. Scomparivano  le imbottiture posteriori sotto le gonne (sellino). All’inizio del 900 si affermano nuovi modelli di busti o corsetti che tendono a dare alla silhouette femminile una forma ad “S”. Ma anche il corsetto veniva presto abbandonato del tutto e gli abiti evolvevano verso una linea dritta e slanciata. L’abbandono del corsetto rappresentò un grande cambiamento, anche simbolico, poiché liberò il corpo delle donne da una costrizione che durava dal Rinascimento.  Dopo il 1910 cominciava ad affermarsi il tailleur, abito in due pezzi inizialmente diffuso in Inghilterra, abbinato a  camicette chiare e ornate di pizzi sul davanti..

1892

1892

1906

1906

1814

1914

 

Gli abiti da sera presentavano ampie scollature e maniche corte o assenti ed erano decorati con paillettes e perline. Si utilizzavano tessuti di seta, pizzo o chiffon. I cappotti erano rifiniti con bottoni dorati, passamaneria, alamari e seguivano la linea del vestito. I soprabiti potevano essere bordati o foderati con pelliccia. Le donne che lavoravano nelle fabbriche e negli uffici cominciarono ad indossare gonne più corte e meno aderenti che mostravano caviglie e polpacci.

L’intimo privilegiava i pizzi e i nastri e si alleggeriva rispetto al passato. Gli indumenti intimi erano fatti di cotone, lino e talvolta seta. Le calze, sebbene in gran parte nascoste nella vita quotidiana, erano spesso molto elaborate. Di seta, cotone o lana fine, erano disponibili in vari colori e decorate con motivi fantasiosi ricamati.

Andare in bicicletta era un passatempo ed uno sport particolarmente importante. Le donne si vestivano in diversi modi nuovi, sfidando le convenzioni. Molte indossavano giacche e gonne sopra la caviglia con stivali. Ma le più avventurose abbandonavano le sottovesti e indossavano calzoni alla zuava che coprivano le gambe fino al ginocchio con una corta tunica che nascondeva parte dei fianchi.

 

Abito da sera 1912

Abito da sera 1912

Intimo 1915

Intimo 1915

Cappotto 1915

Cappotto 1915

I capelli venivano cotonati,  raccolti all’indietro e trattenuti sopra la testa, in un ampio e morbido chignon.  Le forcine scomparivano. Dopo il 1910 cominciava ad affermarsi il taglio corto dei capelli.

All’epoca, era ancora visto molto male uscire a testa nuda, cosa che soltanto le donne del popolo facevano; le donne aristocratiche ma anche le più semplici borghesi non si mostravano mai per la via senza portare un cappello, accessorio assolutamente indispensabile. Mentre la silhouette generale si semplificava e si assottigliava, i cappelli divenivano più larghi e vistosi guarniti di foglie, fiori, farfalle e libellule, piume di uccelli e uccelli impagliati.

Cappello 1895

Cappello 1895

Cappello 1900

Cappello 1900

Cappello 1911

Cappello 1911

 

La maggior parte delle donne portavano guanti molto stretti che avvolgevano le mani fino al polso  o all’avambraccio: erano fatti di pelle di capretto, d’agnello o di daino; e per la sera, si usavano guanti in seta ricamata.

La calzatura femminile più usata era lo stivaletto di cuoio, chiuso da lacci o piccoli bottoni. Scarpe e stivaletti avevano tacco a rocchetto leggermente arcuato.

Gli ombrellini destinati a proteggere la pelle dal sole erano portati tutto l’anno. Guarniti con pizzi, dal manico  di legno o d’avorio scolpito, contribuivano molto all’eleganza dell’insieme.

Nasceva la moda della borsetta, in cuoio o in tessuto, sempre decorata con perline e merletti. Piccola per la sera, più grande per il giorno.

Nelle località balneari il costume da bagno delle signore e delle signorine cercava faticosamente un compromesso tra il bisogno di muoversi liberamente nell’acqua e la quantità di pelle che il pudore e le convenzioni sociali consigliavano di nascondere. Ma per il momento prevalevano il pudore  e le convenzioni sociali. Solo intorno al1 915, si cominciò a ridurre la quantità di tessuto usato nei costumi da bagno per consentire anche alle donne di pratiicare lo sport del nuoto.

Costume da bagno 1895

Costume da bagno 1895

Costume da bagno 1908

Costume da bagno 1908

Costume da bagno 1913

Costume da bagno 1913

 

La diffusione dell’automobile soprattutto a partire dal 1905 faceva nascere uno speciale abbigliamento per piloti e passeggeri, uomini e donne.  Le donne indossavano soprabiti lunghi poco oltre la vita e sciolti, noti come spolverini. Sopra i cappelli si portavano spesso veli pesanti . Per i piloti c’erano guanti per la guida e occhiali speciali per proteggere gli occhi dal fumo e dalla polvere.

Punto di riferimento essenziale per la moda maschile era Londra. Ma nel complesso per la moda maschile la Belle Epoque non portò troppi cambiamenti rispetto al periodo precedente e mancavano grandi stilisti capaci di proporre innovazioni così importanti come quelli riguardanti la moda femminile.

Gli abiti maschili presentavano uno stile molto semplice e sobrio: giacca lunga, pantaloni a tubo, gilet, camicia con polsini e colletto alto inamidato, cravatta a fiocco. Indossato ugualmente nelle classi sociali più elevate e nella più piccola borghesia. Le differenze si basavano sugli accessori e sulla  qualità dei tessuti. Si mettevano in mostra polsini e catenine d’oro, orologi da taschino, bastoni con il pomo scolpito,  guanti di capretto, etc. Per la sera e le grandi occasioni si afferma lo smoking con camicia bianca e papillon.

Accessorio indispensabile era il cappello, e la bombetta insidiava il primato del cilindro mentre emergevano i cappelli a larghe tese.

I capelli erano generalmente tagliati corti. I baffi erano molto di moda, e anche, ma in misura minore, una piccola barbetta appuntita.

Per bambini e bambine era molto usato il vestito alla marinara omposto da una blusa rimborsata in vita con un ampio collo quadrato appoggiato sulle spalle tipico delle divise dei marinai; pantaloncino per i maschietti e gonna a pieghe per le femminucce. I colori cambiavano a seconda della stagione: blu d’inverno, bianco e blu nelle mezze stagioni e bianco in estate. Anche il berretto, comune nei due sessi, si adattava alla stagione: di lana con pon pon per l’inverno, di paglia a tese larghe con un nastro intorno alla cupola per l’estate. Naturalmente  non mancavano le decorazioni a base di ancore e galloni militari.

C’era anche l’abito da “piccolo lord”, composto da pantaloni al ginocchio e marsina, lanciato in seguito al successo del libro per ragazzi Little Lord Fauntleroy, pubblicato nel 1885, della scrittrice inglese Frances Hodgson Burnett.

Nell’Esposizione Universale del 1900 la moda occupava uno dei settori più importanti e da allora Parigi divenne anche la capitale del mondo della moda. Divennero famosi i nomi dei maggiori couturiers francesi come Paul Poiret che inventò le sfilate, le sorelle Callot, Jacques Doucet, Madeleine Vionnet, Gabrielle Coco Chanel, Jeanne Paquin, Georges Doeuillet, Louise Chéruit.

Paul Poiret è considerato il primo creatore di moda in senso moderno. Fu il primo stilista a pubblicare i propri bozzetti a scopo promozionale e ad organizzare defilé itineranti per promuovere i propri lavori in giro per l’Europa. Fondò la propria casa di moda nel 1903 e subito propose una nuova immagine femminile liberando le donne dalla costrizione del corsetto. Sviluppò un approccio alla sartoria centrato sul drappeggio, ovvero sul tessuto disposto in ampie pieghe che ricadono con armoniosa eleganza. La semplicità strutturale delle sue creazioni divenne un caposaldo della moderna moda.

Dopo le esibizioni parigine della Compagnia dei Balletti Russi nel 1910 si diffuse un gusto per l’orientalismo. Paul Poiret fu uno dei primi designer a recepire questa tendenza nel mondo della moda con pantaloncini fluenti, kimono esotici, turbanti e colori vivaci.

La produzione della maison Poiret ben presto si allargò all’arredamento, ai complementi d’arredo ed ai profumi. L’Atelier Martine, che prendeva il nome dalla seconda figlia, fu invece dedicato alla realizzazione di mobili, tappezzerie ed oggetti per la casa.

Poiret 1

Poiret 1

Poiret 2

Poiret 2

Poiret 3

Poiret 3

 

Jacques Doucet era uno stilista e collezionista d’arte. È noto per i suoi abiti eleganti, realizzati con materiali traslucidi trasparenti in sovrapposizione con colori pastello.

Madeleine Vionnet iniziò la sua attività a Londra negli anni 1890. Tornata nella natia Parigi nel 1901 lavorò per qualche tempo nell’ateliere di Jacques Doucet che lasciò per dare vita ad una delle più prestigiose maison di alta moda dell’intera Francia. Con le sue creazioni contribuì al processo di liberazione della donna dai paludamenti ottocenteschi dei corpetti e dei gonnelloni fissati con stecche di balena.

Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur iniziò la sua carriera intorno al 1909, realizzando cappellini di paglia ornati da semplici fiori in raso o singole piume. Tra le sue innovazioni il più importante fu il tailleur, composto da una giacca larga, una gonna semplice e comoda e una camicetta di seta. Nel 1916 iniziò a realizzare i suoi capi in jersey lavorato a macchina fino ad allora destinato alla realizzazione di biancheria. Ancora oggi la maison Chanel è nota per le sue creazioni in jersey.

Coco Chanel 1917

Coco Chanel 1917

Le quattro Sorelle Callot aprirono la loro casa di mode a Parigi nel 1895. Negli anni successivi al 1910, ampliarono la loro attività con i negozi di Biarritz, Londra e Nizza. L’orientalismo era un tema ricorrente nelle loro crazioni. Sono note per aver introdotto la moda degli abiti in lamè argentato e dorato

Jeanne Paquin, nata Jeanne Beckers, dopo il matrimonio con Isidore Jacobs, detto Paquin, aprì la sua  maison a Parigi nel 1891. Vantava una clientela internazionale tra cui attrici famose come la Belle Otero, Liane De Pougy, e mogli di magnati americani come i Rockfeller e i Vanderbilt. Aprì filiali a Londra e Buenos Aires, Madrid. Anche lei fu influenzata dai costumi orientaleggianti dei Ballets Russes. Nel 1910 lanciò un cappello a tesa larga con ali di uccello intere, estremizzando il gusto dell’epoca.

Jeanne Paquin Mantello per teatro

Jeanne Paquin Mantello per teatro 1912

Paquin Abito da sera 1914

Paquin Abito da sera 1914

 

All’inizio della sua carriera Georges Doeuillet fu direttore commerciale presso la casa di moda delle sorelle Callot. Nel 1900 aprì la sua maison a Parigi.

Dal 1906 Louise Chéruit era tra le più importanti couturier della sua generazione.  Il suo nome è anche spesso associato alla fotografia di moda di Edward Steichen, la cui modella preferita, Marion Morehouse, indossava spesso abiti della casa di Chéruit per la rivista Vogue negli anni ’20.

Anche se la capitale della moda d’inizio secolo era Parigi, importanti laboratori nascono in tutta Europa, collegati con le emergenti correnti culturali e soprattutto artistiche, propongono soluzioni di grande successo.

Gustav Klimt a Vienna, in collaborazione con Emilie Flöge, sua compagna nella vita, realizzò abiti di grande eleganza e fantasia, molto simili alle figure dei suoi dipinti.

Sempre a Vienna la Wiener Werkstätte includeva anche la sezione moda sotto la direzione di Eduard-Jones Wimmer-Wisgrill e proponeva un abbigliamento all’avanguardia.

In Italia Rosa Genoni, sarta, giornalista, insegnante alla Società Umanitaria di Milano, femminista e socialista lanciò una linea italiana, ispirandosi all’opera di artisti del Medioevo e del Rinascimento. Ottenne un grande successo con il padiglione presentato all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906.

A Venezia, nel palazzo Pesaro a San Marco, operava il designer catalano Mariano Fortuny y Madrazo che gestiva negozi anche a Parigi, Londra e New York. Per le sue creazioni utilizzava un processo speciale di piegatura e nuove tecniche di tintura. Realizzava lunghe tuniche aderenti (Delphos) dai colori unici ottenuti con una speciale tecnica e materiali esotici. Si ispirava all’abbigliamento greco antico, alle stampe di William Morris e a motivi decorativi catalani. Tra le sue clienti c’erano Eleonora Duse, Isadora Duncan, Cléo de Mérode,  Émilienne d’Alençon e Liane de Pougy. Fu l’ideatore della plissettatura, brevettata nel 1909.

Dopo la morte di Fortuny, avvenuta nel 1949, il palazzo Pesaro, divenuto Palazzo Fortuny, fu donato al Comune di Venezia per essere utilizzato perpetuamente come centro di cultura in rapporto con l’arte.

 

Daniela